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Shock a Napoli: case popolari +250%, inquilini «Cadono a pezzi»
A Napoli, tra i vicoli stretti di Forcella e i palazzoni grigi di Scampia, una bomba sociale sta per esplodere: aumenti dei canoni delle case popolari fino al 250 per cento da giugno.
Ventunmila famiglie, gente comune che tira avanti con mille euro al mese, si trovano con l’affitto triplicato. E le case? Cadono a pezzi. Tubi rotti, muffa sui muri, infiltrazioni che allagano le cucine.
“Guarda qua”, dice Maria Esposito, 52 anni, inquilina a San Giovanni a Teduccio, mostrandoci il soffitto crepato. “Pagavamo 150 euro, ora ce ne chiedono 450. E piove dentro casa. Come campiamo?”.
Il Comune di Napoli ha comunicato gli adeguamenti Erp, legati agli indici Istat. Ma per chi vive nei quartieri popolari, è un pugno nello stomaco. Elettricità alle stelle, gas alle stelle, e ora pure il tetto sulla testa.
La rabbia monta veloce. Gruppi su WhatsApp tra inquilini, assemblee improvvisate nei cortili. A Secondigliano già si parla di blocco pagamenti. “Non è giusto”, sussurrano i più, mentre i bambini giocano tra calcinacci.
L’urgenza è palpabile: giugno è dietro l’angolo. Molti non ce la faranno. Sfratti di massa? Proteste in piazza?
Il Comune tace per ora. Ma Napoli non aspetta. Cosa accadrà quando le prime bollette arriveranno nelle buche delle lettere?
