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Napoli commuove il 1 Maggio: strade coi nomi delle vittime del lavoro
Napoli si sveglia con un brivido: le strade del centro hanno assunto i nomi di chi è morto sul lavoro. È successo nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio, quando attivisti di Potere al Popolo hanno agito nell’ombra.
Cartelli improvvisati, ben fatti, appesi ai pali. Via Toledo diventa “Via Pasquale Liberato”, operaio schiacciato da un carro in un cantiere a Scampia. Piazza del Plebiscito si trasforma in “Piazza Angelo Piscopo”, caduto da un’impalcatura nel cuore di Fuorigrotta.
L’iniziativa lampo, durata poche ore. Alle prime luci, le forze dell’ordine rimuovono tutto. Ma il messaggio arriva forte nei vicoli affollati di Napoli, città che conosce troppo bene il dramma del lavoro precario.
“È un grido per chi non ha voce più”, dice Maria Esposito, testimone 52enne di Forcella, che ha scattato foto all’alba. “Qui da noi, ogni giorno senti di un altro incidente. Non si può continuare così”.
Gli attivisti puntano il dito contro l’illegalità diffusa. Nomi come quello di Ciro, elettricista folgorato a Pianura, o di Rosa, donna delle pulizie caduta dalle scale a Posillipo. Vittime reali, storie di fatica quotidiana.
La polizia indaga. Multe in arrivo per chi ha incollato i cartelli. Ma sui social, Napoli ribolle: like, condivisioni, polemiche.
I pendolari del Rione Sanità passano e leggono. Madri con figli per mano si fermano. Urgenza palpabile nelle strade trafficate, dove il lavoro è pane quotidiano e rischio costante.
Potere al Popolo rivendica: “Per un 1 maggio vero, non di parate”. Le rimozioni sono state rapide, ma le immagini girano veloci.
E ora? Napoli discute. Le strade torneranno anonime, o questo gesto scuoterà davvero chi decide? I commenti fioccano, la città attende.
