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Choc ai Quartieri Spagnoli: sigilli al tesoro del gruppo Esposito-Masiello
Colpo da 6 milioni nei Quartieri Spagnoli: la polizia mette i sigilli al tesoro dei clan Esposito-Masiello-Saltalamacchia. L’operazione ha travolto il cuore pulsante della camorra napoletana.
L’altra mattina, agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno eseguito un decreto del Tribunale. Beni per circa 6 milioni di euro finiti sotto sequestro: case, bar e conti correnti. Tutto legato a un’indagine patrimoniale della Dda.
Si parte da arresti del 2023. Quei boss ora in cella avevano accumulato ricchezze sproporzionate. Droga venduta nei vicoli, con un sistema furbo: piazze volanti per consegne a domicilio. Rapide, invisibili, letali per il territorio.
I riflettori si accendono sulla movida. A vico Tre Regine e via San Sepolcro, zone calde dei Quartieri Spagnoli, sigilli a un bar-spritzeria già chiuso. Quote di altri due locali notturni sotto custodia giudiziaria: restano aperti, ma sorvegliati.
Non solo. Ventidue immobili a Napoli, uno a Ischia. Orologi di lusso, gioielli luccicanti. Trentotto conti bancari, cassette di sicurezza, tre aziende. Un impero mascherato da vita normale.
Tra i destinatari, nomi noti: Carmine Furgiero detto ‘o pop’, suo omonimo Luigi, Gaetano Avoletto della “piazza della sposa”. Ciro, Gennaro e Vincenzo Masiello, con quest’ultimo ‘o cucù’. Mariano Della Rossa e Antonio Esposito ‘o pallino. Tutti detenuti.
“Questi sequestri tagliano le gambe ai clan, restituiscono i Quartieri Spagnoli alla gente perbene”, dice un investigatore della Mobile, a volto coperto. Urgenza palpabile nei vicoli: la città trattiene il fiato.
La rete finanziaria è smantellata. Ma i Quartieri Spagnoli pulsano ancora. Chi riempirà il vuoto? I residenti temono ritorsioni, la polizia vigila. E ora?
