Editoriale
Incendio devasta Istituto Tumori Napoli: persi preziosi campioni biologici
Fiamme nella notte all’Istituto dei Tumori di Napoli: un corto circuito distrugge preziosi campioni biologici di pazienti ignoti.
È successo venerdì scorso, intorno alle due del mattino. Nel reparto di Anatomia Patologica, al piano interrato della struttura in via Mariano Semmola, un guasto elettrico fa scattare l’allarme. Pannelli in cortocircuito, scintille che si propagano veloci. I fumi salgono dal sistema di aerazione, invadendo i piani superiori.
Napoli trattiene il fiato. L’Istituto Pascale, baluardo contro il cancro in una città che combatte ogni giorno, sotto assedio dal fuoco. Vigili del fuoco sul posto in pochi minuti. Sirene che squarciano il silenzio della Pianura.
Nessun ferito, per fortuna. I locali sono stati messi in sicurezza rapida. Ma il bilancio è amaro: una decina di vetrini istologici andati in fumo. Campioni biologici cruciali, ora ridotti in cenere.
Il direttore generale Maurizio Di Mauro non si nasconde. “L’episodio è grave, ma la nostra priorità è tutelare i pazienti coinvolti con massima trasparenza”, dice con voce ferma. “Stiamo verificando a chi appartenevano quei vetrini. Li contatteremo subito per ogni passo da fare”.
Accertamenti interni in corso. Carabinieri al lavoro per ricostruire l’accaduto. L’Istituto assicura: attività riprenderanno lunedì, con standard al top.
E i pazienti? Chi erano? Come procederà ora la loro cura? Napoli aspetta risposte, mentre la città mormora: un guasto così, proprio lì, lascia più di un dubbio.
