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Senato approva: 3 maggio Giornata dei giornalisti uccisi
Napoli non dimentica Giancarlo Siani. Il liceo Pansini del Vomero gli ha intitolato l’aula di giornalismo, un gesto che squarcia il velo sul sangue versato per una penna scomoda.
Proprio mentre gli studenti scoprono la targa lucida, con il nome del cronista ucciso dalla camorra nel ’85, arriva la notizia bomba dal Senato. Approvato all’unanimità il disegno di legge che fissa al 3 maggio la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi sul campo. Un voto compatto, senza crepe. Da oggi, il dolore per Siani e gli altri reporter caduti diventa legge dello Stato.
Non solo una data sul calendario. Regioni e Comuni dovranno organizzare cerimonie, convegni, incontri pubblici. Per difendere la libertà di stampa, quel ruolo vitale dell’informazione che a Napoli combatte ogni giorno contro ombre e minacce. Immaginate le strade del centro, i vicoli del Rione Sanità: qui il giornalismo non è astrazione, è rischio quotidiano.
Le scuole al centro. Università e istituti come il Pansini potranno dedicare lezioni all’articolo 21 della Costituzione. Spiegare ai ragazzi che informare non è un lusso, ma il cuore della democrazia. “Siani ci insegna che la verità ha un prezzo alto, ma non pagarlo significa tradire tutti noi”, dice commossa Maria, insegnante al liceo durante l’inaugurazione.
E la rete? La legge colpisce duro le intimidazioni online, specie contro le donne giornaliste. Campagne contro odio e attacchi personali, per non lasciare sole le voci che scavano nel marcio. A Napoli, dove i social ribollono di veleni, è un’arma in più contro chi vuole zittire l’inchiesta.
Ma basterà? Con la camorra che ancora ronda nei quartieri, e le minacce che non dormono mai, questa Giornata nazionale terrà il passo? O resterà un ricordo, mentre nuove penne rischiano tutto?
