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Caos case popolari Napoli: 9mila domande per 2026, volture bloccate
Napoli trema sotto il peso di oltre 9mila famiglie in coda per una casa popolare. Nove mila e centosettantanove domande solo nel capoluogo, arrivate al bando regionale chiuso il 15 aprile.
Un boom che fa il 44 per cento in più in tutta la Campania, con 45mila richieste totali. A Napoli, l’aumento è del 5 per cento rispetto al 2022. Eppure, le case disponibili scarseggiano. Cinquanta mila nuclei familiari già vivono in alloggi Erp o Acer. E da maggio, i canoni salgono, fino a 280 euro al mese.
Le strade affollate di Scampia, di Secondigliano, di Sanità pulsano di questa emergenza. Famiglie strette nei vicoli, affitti che morde. Salerno ne conta 1.522, Avellino 537. Ma qui, a Napoli, l’urgenza è palpabile.
Il Pd suona l’allarme. Francesco Dinacci, segretario metropolitano, e Gennaro Acampora, capogruppo in consiglio, hanno scritto al sindaco Manfredi. “Carenze e ritardi del Comune destano preoccupazione, serve un confronto non più rinviabile”, tuonano nella lettera del 24 aprile.
Pratiche ferme per regolarizzazioni e volture. Un fondo da 3 milioni contro la morosità? Usati solo 100mila euro. Aumenti dei canoni in arrivo con conguagli salati, senza correttivi per palazzoni degradati ai margini dei quartieri.
Manutenzione ferma, mutui Bei bloccati. Nessun regolamento per rateizzare debiti fino a 120 mesi. Subentri paralizzati, graduatorie ignorate. Osservatorio regionale snobbato dal Comune.
Il Pd propone delibere per canoni ridotti negli edifici fatiscenti. Riaprire rateizzi, accelerare assegnazioni. Solo 12 alloggi dati dalla graduatoria 2022. E per il patrimonio non Erp? Regole urgenti contro irregolarità.
Napoli aspetta. Manfredi risponderà? Le famiglie reggeranno gli aumenti mentre le domande si accumulano? L’aria è tesa, i commenti fioccano.
