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Napoli in tensione: La Sonrisa passa al Comune, occhi sul Tar
La Sonrisa, il lusso con l’ombra della camorra: il Grand Hotel passa al Comune di Sant’Antonio Abate
Napoli, martedì mattina. Presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari, un notaio appone l’ultimo timbro. Il Grand Hotel La Sonrisa è ufficialmente del Comune di Sant’Antonio Abate.
Immobili e terreni, per anni al centro di indagini sulla camorra. La struttura ricettiva, tra le colline vesuviane, scivola via dalle mani dei vecchi proprietari. Un passaggio formale, ma carico di storia.
Sant’Antonio Abate trattiene il fiato. Il quartiere, a due passi da Pompei e dalle zone turistiche pullulanti di visitatori, ha visto troppi affari loschi. Ora l’immobile diventa bene pubblico.
Il sindaco Antonio Aliano non nasconde la soddisfazione mista a cautela. “Ora attendiamo il responso del Tar”, dice con voce ferma ai cronisti radunati fuori dal Comune. “È un passo importante per la legalità”.
Le forze dell’ordine vigilano. La Dia ha chiuso il cerchio su legami con clan locali. Terreni estesi, camere di lusso, piscine: tutto transcritto nei registri di via Toledo, cuore pulsante di Napoli.
I residenti parlano. “Era ora”, sussurra un commerciante di via D’Angelo. “Quell’hotel attirava le persone sbagliate. Speriamo diventi qualcosa di utile per noi”.
Ma la tensione sale. Ricorso al Tar in arrivo. Il Comune immagina usi alternativi: forse un centro congressi, o alloggi per famiglie. L’area vesuviana, tra Napoli e Salerno, reclama rinascita.
Cosa succederà se i giudici ribaltano tutto? I cittadini di Sant’Antonio Abate guardano al futuro. E voi, che ne pensate?
