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Napoli, cuori in allarme: Monaldi sommerso da 350 esami cardio-imaging
A Napoli, all’Ospedale Monaldi, i cuori battono più forte: oltre 350 esami di diagnostica cardiovascolare avanzata nel primo trimestre 2026. Un record che cambia le carte in tavola per migliaia di pazienti campani.
L’Unità di Radiodiagnostica, guidata da Carlo Liguori da gennaio, ha pompato più di 200 Cardio-TC e 150 Risonanze Magnetiche cardiache. Non numeri astratti. Parliamo di diagnosi precise, per chi lotta contro infarti e malformazioni nel caos quotidiano della città.
«L’inserimento di nuove professionalità e tecnologie ci ha fatto fare un salto importante», spiega Liguori, il primario che ha ribaltato il reparto. Protocolli con stress farmacologico, percorsi su misura per le cardiopatie complesse. Dalla pediatria alle valvole strutturali.
Il vero colpo di scena? Le cardiopatie congenite. Ora c’è un servizio Cardio-RM per bimbi e adulti, forgiato con Pierluigi Festa, luminare internazionale. In squadra con la Cardiochirurgia pediatrica del Bambino Gesù di Roma. Niente più fughe verso il Nord per le famiglie del Rione Sanità o del Vomero. Interventi pianificati qui, con imaging all’avanguardia.
E gli adulti non restano indietro. Caratteristiche rinforzate per cardiomiopatie e ischemia. Procedure per valvole che ora hanno un alleato decisivo nel cardio-imaging.
Anna Iervolino, direttore generale dei Colli, non ha dubbi: «Questo potenziamento integra clinica, chirurgia e diagnostica. Risposte qualificate per i napoletani, senza fuggire fuori regione».
Napoli accelera. Ma basterà per arginare l’onda delle emergenze cardiache in una città che non si ferma mai? I prossimi mesi diranno tutto.
