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Caos carceri Campania: rimossi frigoriferi dalle celle, «pericolosa»
Frigoriferi spariti dalle celle di Secondigliano: “Decisione incomprensibile e pericolosa”, attacca il garante dei detenuti
Napoli, estate rovente. Immaginate centinaia di uomini rinchiusi in box di cemento, senza un frigo per conservare cibo o medicine. È la realtà che sta esplodendo nel carcere di Secondigliano.
La miccia si è accesa con una nota del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, firmata dal capo Stefano Carmine De Michele. Ordine secco: via i frigoriferi dalle celle. Motivo? Prevenire abusi. Ma a Napoli, dove il caldo morde come un coltello, la rabbia monta veloce.
Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della Campania, non ci sta. “Decisione incomprensibile e pericolosa”, tuona. “In queste ore torride, tolgono un diritto essenziale. Pensate alle insuline, ai farmaci che vanno a male. Qui a Secondigliano si rischia il caos”.
Le celle del penitenziario, nel cuore del quartiere tra i più caldi e tesi della città, diventano forni. Testimoni oculari parlano di proteste sommesse nei corridoi. Un agente, che chiede l’anonimato, conferma: “I detenuti sono sul punto di esplodere. Il caldo già li logora, e ora questo”.
Secondigliano sa cosa significa tensione. Quartiere di camorra e riscatto, il carcere è un polmone di urgenza pubblica. I familiari fuori dalle mura protestano da giorni. “Mio figlio ha il diabete, come fa senza frigo?”, dice una madre con gli occhi lucidi.
Il Dap replica: misure per uniformare le regole, contro mini-gadget che diventano problemi. Ma a Napoli, tra vicoli afosi e notti insonni, la gente si chiede: chi paga il prezzo di queste scelte?
E ora? Le rimozioni procedono. Le temperature salgono. Secondigliano trattiene il fiato: basterà il buon senso, o scoppierà la scintilla?
