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Napoli sotto shock: giro fatture false Gdo, 29 coinvolti e 30 milioni sequestrati
Un raid da film poliziesco nel cuore di Napoli Nord. La Guardia di Finanza smantella un colossale giro di fatture false nella grande distribuzione, sequestrando beni per oltre 30 milioni di euro.
Tutto parte da un’intuizione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. Indagini coordinate dalla Procura di Napoli Nord portano al giro di vite su 29 soggetti coinvolti. Aziende del settore food e logistica, radicate tra i casermoni di Aversa e i magazzini di Giugliano, usavano documenti truccati per evadere l’Iva su milioni di fatturato.
La tensione sale nei vicoli affollati. Le Fiamme Gialle piombano all’alba, bloccando camion carichi e congelando conti correnti. Immaginate la scena: pallet di merce ferma, titolari sotto choc.
“Si tratta di un meccanismo fraudolento sofisticato, con fatture per operazioni inesistenti che hanno prosciugato le casse dello Stato”, spiega il colonnello Giuseppe Castiello, comandante del Nucleo. “Napoli Nord era il fulcro, ma i fili portano lontano”.
I sequestri colpiscono duro: immobili, auto di lusso, quote societarie. Oltre 30 milioni fermati, in un’area dove la grande distribuzione dà lavoro a migliaia di napoletani. Famiglie che comprano il pane quotidiano, ignare di questo sottobosco.
Le indagini non si fermano. Chi forniva le fatture fantasma? Quali catene della Gdo sono davvero pulite? I cittadini di Napoli Nord attendono risposte, mentre il porto di inflow di merci sospette tiene tutti col fiato sospeso. E se fosse solo la punta dell’iceberg?
