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Caos a Capodichino: corteo anti-remigrazione blocca le strade di Napoli
Tensione palpabile a Napoli: un corteo inferocito contro il convegno sulla “remigrazione” ha paralizzato le strade da piazza Carlo III verso Capodichino. Migliaia in marcia, striscioni e slogan che echeggiano nel traffico bloccato.
Partiti all’alba, gli attivisti della Rete No Kings, insieme a Cgil e Anpi, puntano dritti all’Millennium Gold Hotel, a due passi dall’aeroporto. Strade chiuse, volanti della polizia ovunque. L’aria è elettrica in questo quartiere pulsate di Napoli.
“Non tollereremo discorsi d’odio qui, a casa nostra!”, urla un manifestante con il megafono, mentre la folla risponde compatta. La questura ha schierato parecchie unità, ma la pressione sale.
Piazza Carlo III, cuore di Secondigliano, si svuota per far spazio al corteo. Auto ferme, clacson muti. I residenti affacciati ai balconi, chi filma, chi discute animatamente. Napoli non dorme mai di fronte a queste sfide.
Verso Capodichino, barriere e idranti pronti. Il convegno sulla “remigrazione” – quel termine che divide e infiamma – è blindato. Ma il corteo non molla, cresce ad ogni incrocio.
Un poliziotto sul posto, casco in mano, ci confida: “È una situazione delicata, stiamo monitorando tutto per evitare scontri”. Parole caute, ma lo sguardo dice altro.
La città freme. Quartieri come Capodichino, con il suo viavai quotidiano, ora al centro del mirino. Urgenza pubblica, riflettori accesi. Cosa accadrà quando la testa del corteo arriverà all’hotel?
Napoli attende, col fiato sospeso. Il dibattito infuria, e la tensione non accenna a calare.
