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Caos ad Avellino: al via processo Dolce Vita per Festa e 25 imputati
Domani Avellino trattiene il fiato. Parte il processo Dolce Vita contro l’ex sindaco Gianluca Festa, arrestato due anni fa con il fiato sul collo delle accuse più pesanti.
Ventisei imputati in banco. Corruzione, associazione a delinquere, falso ideologico, ricettazione. Un’inchiesta che ha squassato Palazzo di Città, nata dalle indagini della Procura avellinese.
L’udienza inaugurale è affidata al giudice Sonia Matarazzo. Si unificano i due tronconi: quello di Festa, con giudizio immediato, e gli altri rinviati a giudizio dal Gup Mauro Tringali.
Ma dura poco. La Matarazzo va a Salerno. Nuovo giudice da nominare. Dibattimento slitta a data da destinarsi.
Festa finì in manette il 18 aprile 2024, subito dopo le dimissioni. Il suo cerchio magico sotto i riflettori per appalti, concorsi, favori sospetti.
Non tutti cadono. Venti due indagati archiviati a febbraio. Tra loro Laura Nargi, vice di Festa e ora sindaca eletta nel 2024. Il Gip Giulio Argenio: nessun elemento contro di lei.
“La verità verrà a galla, Avellino merita chiarezza”, dice l’avvocato di Festa uscendo dal Palazzo di Giustizia, con la folla che osserva attonita.
Quartieri irpini in subbuglio. Da Solofra a Mercogliano, si parla solo di questo. Una fase delicata per ricostruire anni di amministrazione discussa.
E ora? Il rinvio allunga l’ombra. Festa uscirà innocente o la Dolce Vita gli costerà cara? La città attende, col cuore in gola.
