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Allarme a Stabia: Juve Stabia svenduta a 1 euro, fuga Usa e incubo Vespe
Castellammare di Stabia trema. La Juve Stabia, venduta per un euro al patron di Torre Annunziata Francesco Agnello, rischia l’incubo della non iscrizione alla Serie B.
Il passaggio di mano è avvenuto il 17 aprile a Lariano, davanti al notaio Guglielmo Siniscalchi. Brera Holding, il fondo americano, molla tutto. Sembra una fuga precipitosa. Stabia Capital S.r.l., con sede a Roma e soli 2.000 euro di capitale, prende le quote.
La piazza napoletana è in fermento. Castellammare, con i suoi vicoli affollati e lo stadio che pulsa di passione, non digerisce. Agnello porta un curriculum di tentativi falliti nel calcio. Serve liquidità immediata per la fideiussione FIGC. Altrimenti, addio cadetteria.
I commissari giudiziari hanno retto finora. Con sponsor come Automec di Antonio Del Gaudio, Guerri, Ds Glass e Givitrum, stipendi di gennaio e febbraio sono stati pagati. Una nota ufficiale taglia corto: “Siamo l’unico riferimento per evitare strumentalizzazioni da parte di terzi”.
Ma i debiti pesano. Tre milioni e mezzo tributari rateizzati. Uno e mezzo ai fornitori. Un milione e quattrocento ai procuratori. Stipendi arretrati, anche se i più recenti sono salati.
Dall’altra parte, incassi da biglietti, contributi federali e valorizzazione rosa superano il milione. Il valore della squadra non si quantifica ancora. Totale debitorio sui cinque milioni. Per una Serie B al terzo anno, non è la fine del mondo. Ma il tempo stringe.
Perché ignorare il gruppo di Franco Manniello e Antonio Del Gaudio, radicati sul territorio? Offerte serie sul tavolo. La vendita non è passata per il via libera FIGC. Se Agnello non garantisce, non c’è paracadute.
Ex presidente Andrea Langella coi suoi fideiussioni in bilico. Castellammare non vuole un altro lutto calcistico. I tifosi urlano nei bar di via Plinio: chi salverà le Vespe? La FIGC interverrà? O sarà blackout?
