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Emergenza a Licola: famiglie di via Masseria Vecchia senza acqua da tre giorni!
Una comunità alla deriva, senza acqua e senza appello. L’emergenza idrica sta martoriando i residenti di via Vicinale Masseria Vecchia a Licola, una realtà dimenticata della fascia costiera di Giugliano. Da oltre 72 ore, decine di famiglie vivono con i rubinetti completamente asciutti, senza alcuna notizia ufficiale o preavviso da parte dell’amministrazione comunale.
La frustrazione dei cittadini esplode di fronte a un silenzio assordante. Le segnalazioni agli uffici comunali e al comando della Polizia Locale, infatti, sembrano essere svanite nel nulla. Nessuna assistenza, nemmeno una autobotte per affrontare la situazione. «Siamo lasciati soli, nessuno ci ascolta», grida un residente, mentre il gruppo di persone si unisce in una protesta pacifica ma carica di tensione.
Francesco Emilio Borrelli, deputato noto per la sua ferma difesa dei diritti civili, non ha tardato a intervenire. Ha raccolto con l’urgenza necessaria le testimonianze dei cittadini in rivolta, puntando il dito contro gli enti gestori. «È inaccettabile e vergognoso che nel 2026 un’intera comunità sia abbandonata per tre giorni senza acqua», ha dichiarato, evidenziando la gravità della situazione. «I cittadini non possono essere trattati come invisibili; parliamo di un diritto fondamentale negato», ha aggiunto, sottolineando la cronica carenza di servizi nella fascia costiera, già segnata da promesse mai mantenute.
La determinazione dei residenti è palese. Chiedono, con una sola voce, il ripristino immediato dell’acqua e una gestione più trasparente, capace di porre fine a una precarietà insostenibile. «Non possiamo tollerare che la nostra vita quotidiana sia segnata da un’emergenza continua», ha dichiarato un altro cittadino, mentre la protesta continua a crescere in intensità.
I riflettori sono puntati ora sulla risposta dell’amministrazione comunale di Giugliano. Queste famiglie, abbandonate a se stesse, meritano di sapere quando e come verrà risolta una crisi che sta ledendo la loro dignità. La domanda rimane: quale sarà il prossimo passo delle autorità competenti?
