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Tragedia a Caserta: militare ucciso dall’amianto, Ministero condannato a risarcire gli eredi con oltre un…
Una vita spesa a servire il Paese, ma alla fine schiacciata da un destino inesorabile. Il 19 agosto 2015, un sottocapo nocchiere della Marina Militare, originario di Caserta, muore a causa di un mesotelioma pleurico, una malattia terribile legata all’esposizione prolungata all’amianto. A nove anni dalla sua morte, la giustizia si risveglia e presenta il conto: oltre un milione di euro da risarcire ai familiari, con il Ministero della Difesa chiamato a rispondere delle sue responsabilità.
L’Osservatorio Nazionale Amianto ha sollevato il velo su questa vicenda drammatica, portando alla luce due sentenze che promettono di fare giurisprudenza. Due tribunali, due pronunce concordi: i magistrati riconoscono che il Ministero non ha tutelato i suoi uomini. Un primo risarcimento è stato disposto dal Tribunale civile di Roma, a cui si aggiunge un indennizzo di 168mila euro dal Tar del Lazio. Ma la battaglia legale non finisce qui. La Corte di Cassazione ha riaperto il caso, dando una chance a una delle figlie della vittima, inizialmente esclusa dai risarcimenti.
Ezio Bonanni, presidente dell’Ona, ricorda con apprensione gli ultimi attimi di vita del militare. «Era molto scettico sulla possibilità di ottenere giustizia. Si sentiva tradito», afferma Bonanni, ricordando l’ultima telefonata con C.C., la cui voce stava perdersi. La vedova e le figlie, testimoni di un’agonia straziante, hanno trovato un parziale conforto in una decisione che finalmente accerta le responsabilità dei vertici militari.
Questa doppia condanna e l’apertura della Cassazione inviano un segnale potente a tutte le vittime della “fibra killer” nelle forze armate. Bonanni afferma: «Dopo anni di battaglie, oggi possiamo annunciare risultati significativi». È un riconoscimento morale, un atto di giustizia per chi ha servito lo Stato senza alcuna tutela. Tuttavia, rimangono interrogativi dolorosi: quante altre vite si sono spezzate in silenzio? Quanti uomini e donne continuano a lottare contro un nemico invisibile? La battaglia non è ancora finita.
