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Pozzuoli in allerta: fermato 38enne con armi, cresce la paura in città
In un angolo di Monterusciello, una scena che fa tremare le coscienze: un uomo di 38 anni, Angelo Capasso, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, risvegliando l’attenzione su quel quartiere che troppo spesso vive nell’ombra della criminalità.
È avvenuto in via Saba, dove i militari, impegnati nel monitoraggio del territorio, hanno avvistato movimenti sospetti. Proprio nel momento in cui Capasso cedeva un involucro a un acquirente, il blitz è scattato. “Ho visto tutto con i miei occhi, sembrava un’operazione di routine, ma è finita in arresto”, racconta un testimone, ancora visibilmente scosso.
Durante l’intervento, non solo la cocaina è stata rinvenuta: la vera sorpresa è arrivata durante la perquisizione nell’abitazione del 38enne. Con l’ausilio di esperti, i Carabinieri hanno esaminato un vano ascensore, un luogo apparentemente innocuo ma, come spesso accade, teatro di segreti inconfessabili. Qui, nascosti, si trovavano ben 53 grammi di crack e cocaina, affiancati da bilancini di precisione e materiali per il confezionamento. Ma non finisce qui.
Un borsello ha rivelato la presenza di una pistola Beretta e di un’altra pistola Bruni, entrambe con matricole abrase e cariche di proiettili. “Una situazione allarmante, questo non è un semplice spaccio, qui c’è molto di più”, afferma un altro residente, spaventato.
Le indagini non si sono fermate all’appartamento principale; anche un secondo locale, legato al nucleo familiare di Capasso, è stato perquisito. Qui si è scoperta la somma di 7.000 euro in contanti, il cui origini sono adesso sotto scrutinio. “Che fine ha fatto la legalità? Ci sentiamo sempre più abbandonati”, commentano i commercianti della zona, preoccupati per il futuro.
Ora, Capasso si trova in carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti e armi clandestine. Ma la domanda che tutti si pongono è: quanto tempo ci vorrà prima che un altro episodio simile si ripeta in questo quartiere, così fiero e combattivo, ma altrettanto vulnerabile? La risposta resta aperta, così come la speranza di una periferia che possa tornare a brillare di luce propria.
