Un’esecuzione che sa di faida e una città in subbuglio. L’omicidio di Fabio Ascione ha riportato alla ribalta una violenza che Napoli sperava di aver lasciato nel passato. Un giovane con legami diretti con i boss della malavita locale, una vittima che non è stata scelta a caso.
Le indagini sono in corso e la caccia all’assassino si intensifica, ma già si sente l’eco della paura tra i cittadini. “Non possiamo tornare agli anni terribili”, è stato il commento di un residente del quartiere dove Ascione viveva, mentre l’eco dei funerali autorizzati si mescola al clamore dei media e alla pressione delle autorità che fanno appello alla collaborazione popolare.
Un evento, quello dei funerali, che potrebbe trasformarsi in un’altra occasione per rievocare le ombre del passato. Napoli non può più permettersi di vivere così: le famiglie, i giovani, tutti vogliono un cambiamento. Eppure, la spirale di violenza sembra più forte di qualsiasi speranza. La domanda è: quanto ancora dovrà soffrire la città prima di poter vedere una vera svolta?