Ultime Notizie
Arenaccia in fermento: il segreto oscuro del delivery dello spaccio dei Contini
Napoli – Il volto del crimine si trasforma. Dimenticate le vecchie immagini di spacciatori all’angolo di una strada, protetti da vedette. Qui, a Poggioreale, i carabinieri hanno scoperto un modello innovativo di delivery della droga, dove i clan diventano vere e proprie aziende. Le roccaforti storiche del clan Contini si sono evolute in centri logistici operativi.
Leggendo l’ordinanza del gip Valentina Giovanniello, si delinea un’organizzazione con gerarchie aziendali ben definite, dove le piazze di spaccio sono entità che si muovono con efficienza spietata. “Un vero e proprio franchising del crimine”, commenta un ufficiale dell’Arma, evidenziando la gravità della situazione.
Il sistema inizia a pulsare intorno a un telefono cellulare dedicato, il cuore pulsante di un’operazione che gestisce due piazze di spaccio parallele: cocaina e marijuana. La prima, attiva dalle prime ore del pomeriggio fino a notte inoltrata, copre un vasto territorio, da San Carlo all’Arena a Piazza Mercato. Qui, il telefono diventa un centralino, smistando ordini ai pusher di turno.
La piazza della marijuana opera con la medesima logica, gestita da un’altra linea dedicata, dimostrando un’organizzazione insospettabile e allo stesso tempo temibile. Entrambe le piazze, pur operate in autonomia, versano regolarmente contributi nelle casse del clan Contini.
In cima a questa struttura, troviamo i vertici del crimine. Emanuele Catena, conosciuto come “‘o Biondo”, è il manager operativo della cocaina, mentre Giovanni Scudiero, l’eminenza grigia, si occupa dei profitti e dei rapporti con i grossisti. “Il peso della criminalità a Napoli è un fatto risaputo”, afferma un testimone, descrivendo le enormi entità di denaro in gioco.
Ma non è solo una questione di venditori: la logistica è gestita da un esercito di donne che operano come depositi impenetrabili, trasformando le loro case in caveau. Mariarca Galiero, per esempio, si occupava di nascondere carichi di droga, evitando l’attenzione delle forze dell’ordine.
Il cortile della malavita napoletana si riempie di pusher che non sono semplici “cani sciolti”, ma dipendenti stabili con turni fissi, pronti a muoversi tra le strade di Napoli su scooter, portando a termine consegne in tempi record. Questi “rider” garantiscono un flusso continuo di denaro fresco, un esercito silenzioso al servizio dell’Alleanza di Secondigliano.
Ma cosa succederà ora? Con l’operazione che ha colpito duramente il clan Contini, Napoli si interroga sulle conseguenze. Riuscirà la giustizia a spezzare definitivamente questo ciclo, oppure il crimine troverà nuovi modi per adattarsi e prosperare? La tensione rimane palpabile, e i cittadini si chiedono: quale sarà la prossima mossa?
