Napoli, furto shock in cattedrale: rubati oro del Patrono e ex voto a Trevico

Napoli, furto shock in cattedrale: rubati oro del Patrono e ex voto a Trevico

Un colpo che rasenta l’incredibile ha scosso Trevico, un comune dell’Irpinia, nel cuore della notte. La cattedrale di Santa Maria Assunta, custodita gelosamente da generazioni, è stata violata da una banda di professionisti, lasciando la comunità in uno stato di profondo sconforto. «È un affronto ai valori che ci legano», commenta un anziano del paese, visibilmente scosso, mentre osserva l’entrata dell’edificio sacro.

Già dalle prime ricostruzioni, emerge che i ladri erano almeno sei, abbigliati in tute bianche, volti coperti da maschere. Con il loro approccio chirurgico, si sono intrufolati attraverso un portone secondario, scelto con una precisione che fa davvero tremare. Una volta dentro, si sono diretti velocemente alla cassaforte, asportando circa dieci chilogrammi di oggetti preziosi. Un bottino che supera il milione di euro, un colpo che segna una ferita profonda nel patrimonio culturale e devozionale del luogo.

Non solo oggetti di valore, ma anche ex voto, testimonianze di devoti legati a Sant’Euplio, il patrono amato dalla popolazione. La corona e il calice d’oro, simboli di fede e tradizione, ora scomparsi. Il silenzio della notte è stato interrotto solo al mattino, quando l’amara scoperta ha allertato le forze dell’ordine. I carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino sono arrivati tempestivamente, mettendo in sicurezza l’area e avviando le indagini.

I militari analizzano ogni dettaglio, alla ricerca di tracce biologiche o impronte. A Trevico, l’aria è tesa, e gli investigatori esaminano filmati delle telecamere di sorveglianza. La velocità e l’efficacia del commando fanno pensare a un possibile appoggio di basisti locali. «Ci sono movimenti sospetti in zona, segnali che non possiamo ignorare», commenta un carabiniere sul posto.

Questo furto è più di un semplice reato. È un atto che segna una comunità, che la priva di simboli identitari. La Curia e le autorità locali esprimono una profonda amarezza: «Non è solo una perdita economica; è una violenza ai valori che rappresentiamo». Mentre la caccia ai ladri prosegue, la speranza dei cittadini è che il prezioso carico venga recuperato. E cosa accade quando la fede, la tradizione e la cultura vengono messe in pericolo? La domanda aleggia nell’aria di Trevico, spingendo tutti a riflettere.

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