Emergenza a Napoli: barelle in affitto al pronto soccorso, la Procura avvia un’inchiesta!

Emergenza a Napoli: barelle in affitto al pronto soccorso, la Procura avvia un’inchiesta!

L’ombra di uno scandalo si allunga su Napoli, dove la salute si è trasformata in un affare. Il caso è esploso come un fulmine a ciel sereno l’altra sera, dopo la denuncia choc pubblicata dalla pagina Facebook dell’associazione “Nessuno Tocchi Ippocrate”. Una barella a pagamento, 400 euro per una notte: una cifra che fa rabbrividire, gravata sulla spalle di chi già soffre. È quanto accade nel pronto soccorso dell’Ospedale del Mare, dove la carenza di lettighe costringe i malati a cercare soluzioni disperate.

«Non è pensabile che si sfrutti la vulnerabilità dei pazienti in questo modo», ha affermato un familiare travolto dalla tragedia. Un’impresa privata, secondo quanto rivelato, affitterebbe barelle a prezzi stratosferici, tra i 30 e i 40 euro l’ora. Un giro d’affari che suona come una presa in giro per chi cerca solo cure e attenzione.

La reazione delle forze dell’ordine è stata immediata. I carabinieri del Nas sono piombati nel presidio di Napoli est, avviando controlli serrati. A un giorno dalla denuncia, è giunto il severo divieto dell’Asl Napoli 1: niente accesso alle aree di pronto soccorso per il personale delle ambulanze private. Tra l’altro, la direzione sanitaria ha affrettato ad inviare una dozzina di barelle da altri ospedali. Ma la questione non si ferma qui: l’ufficio del pubblico ministero ha aperto un fascicolo investigativo per fare luce su questa situazione allarmante.

Dalla prima relazione aziendale emerge un quadro preoccupante: 53 barelle per una media di 60 pazienti in attesa. «Siamo a un passo dal collasso», afferma un medico sotto anonimato, visibilmente preoccupato. Questa affermazione fa eco alle parole di Gaetano Gubitosa, manager dell’Asl, il quale ha tentato di minimizzare l’emergenza. «Nessuna segnalazione di abusi ci è mai pervenuta», dichiara, invitando i cittadini a farsi avanti. Ma il sovraffollamento nei weekend è un problema ben noto, e i malati finiscono per diventare merce di scambio.

E mentre al pronto soccorso si discute di barelle e di affari poco chiari, il mondo politico si sveglia. Gli esponenti di Fratelli d’Italia, con in testa il capogruppo Gennaro Sangiuliano, si sono uniti in un coro di indignazione. «È vergognoso che si faccia pagare i malati per un letto», urlano, annunciando un’interrogazione ufficiale. «Se confermato, è un ulteriore segnale di malasanità», affermano, richiedendo interventi immediati.

La città è in fermento, e gli occhi sono puntati sull’Asl e sulle istituzioni, mentre cresce l’urgenza di una risposta. La salute non può essere una merce e Napoli merita di sapere cosa sta succedendo. Gli interventi politici e le indagini ci diranno se questa storia avrà un epilogo o se, al contrario, si sommerà a un lungo elenco di ingiustizie. Quante altre barelle dovranno essere affittate prima che qualcuno alzi la voce?

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