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Scoperta shock a Napoli: 23 membri del clan Zagaria arrestati, l’emergenza è in corso!
All’alba di oggi, Napoli è tornata a tremare. Un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta e del ROS ha sgominato la nuova “cupola” del clan Zagaria, un colpo al cuore delle radici più oscure della camorra. I numeri sono impressionanti: 23 arresti, di cui 19 in carcere e 4 agli arresti domiciliari. Le accuse? Associazione mafiosa, estorsione, usura, riciclaggio internazionale. Una rete di affari che si snoda tra Napoli e oltre, con iliche giunge fino alla Spagna.
Ai microfoni del commissario De Luca, la situazione è chiara: «Il clan non è mai stato realmente decapitato, i fratelli di Zagaria continuano a tirare le fila». Nonostante la detenzione del boss storico, la famiglia mantiene il controllo. I due fratelli, liberi di agire, sono supportati da un nipote, tornato da Spagna, responsabile di curare gli interessi economici del gruppo. Un intreccio di potere che sfida la legge e le forze dell’ordine.
Ma non è solo Napoli a essere coinvolta. Le indagini hanno rivelato una saldatura inquietante con la ‘ndrangheta calabrese, in particolare con la cosca Bellocco di Rosarno. Una collaborazione descritta come un “progetto criminale ambizioso” dal Procuratore Nicola Gratteri, finalizzato a trasformare il casertano in un hub della cocaina. Un gusto per gli affari sporchi che guarda anche alle piazze di spaccio di Caivano, una zona storicamente sotto i riflettori della giustizia.
Nell’ombra, il clan non dimentica i metodi tradizionali. Le estorsioni si intrecciano con l’economia locale: i pizzi per le compravendite terriere variano da 15.000 a 125.000 euro. Soldi che confluiscono in una “cassa comune” non solo per mantenere gli affiliati, ma anche per finanziare attività legali e non, come il noleggio auto e la gestione dei rifiuti. Una rete che affonda le sue radici nel tessuto sociale.
L’operazione ha avuto il suo culmine con il sequestro di due complessi aziendali valutati circa 40 milioni di euro. Tra le vittime, la Isvec di Ivano Balastriere, un nome noto nel panorama criminale. Ma non si ferma qui: arsenali pronti all’uso sono stati scovati, con pistole e una mitraglietta Skorpion, insieme a 11 chili di droga. Un arresto che riempie i titoli, ma i contorni della lotta alla camorra rimangono sfumati.
In un clima di incertezze e destini incrociati, la domanda si fa pressante: quanto tempo ci vorrà affinché il clan Zagaria risorga dalle ceneri? Gli occhi di Napoli restano puntati su questa partita infinita, tra speranza e paura.
