Maxi-sequestro a Caivano: 20 milioni ai clan Angelino-Gallo, è allerta!

Maxi-sequestro a Caivano: 20 milioni ai clan Angelino-Gallo, è allerta!

Napoli si sveglia con una notizia che scuote il quartiere di Caivano: un tesoro di 20 milioni di euro, frutto dell’illecito operato della Camorra, è finito sotto chiave. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ha dato esecuzione a un maxi sequestro, frutto di un decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli.

«Abbiamo messo fine a un regime di terrore e sfruttamento», afferma un ufficiale della DIA, mentre i sigilli vengono apposti su beni di un’imprenditoria legata al clan “Angelino-Gallo”. E il panorama che emerge non è affatto rassicurante. Dietro il velo di legalità si nasconde un’imponente rete di prestanomi e attività apparentemente in regola, tutte sotto il controllo di un uomo ben noto alle forze dell’ordine.

Il protagonista di questa storia si erge come un regista di un racket che non conosce sosta. Le indagini hanno messo in luce un sistema economico che abbraccia diversi settori, dai casalinghi alla ristorazione. Gli investigatori seguendo il filo del denaro hanno trovato attività commerciali che, seppure tranquille in superficie, pulsano di vita illecita. Un marchio di “famiglia” è il comun denominatore, legando tra loro realtà diverse, ma con un’unica matrice criminale.

«La situazione è allarmante», commenta un commerciante della zona, testimone della trasformazione economica di Caivano. «Molti qui sanno, ma fanno finta di niente». E così, spuntano alla luce i numeri del sequestro: quattro società commerciali, due beni immobili, e una rete di 39 rapporti finanziari. Un impero che, seppur costruito su fondamenta marce, ha raggiunto cifre da capogiro.

I giudici hanno deciso di intervenire di fronte alla sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio reale, motivo per cui le misure di prevenzione sono scattate. Tuttavia, questo è solo l’inizio. La partita si sposterà in aula, dove le difese degli indagati tenteranno di dimostrare la liceità dei beni sequestrati, mentre la comunità resta con il fiato sospeso, chiedendosi: quanto ancora dovrà subire Caivano per liberarsi dall’ombra della Camorra?

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