Marano in ansia: l’anziano ras Palumbo ucciso nel feudo dei Nuvoletta

Marano in ansia: l’anziano ras Palumbo ucciso nel feudo dei Nuvoletta

Il fragore sordo di dodici colpi di pistola ha squarciato il silenzio di via Svizzera a Marano, gelando il sangue ai residenti. Quella che sembra una danza mortale ha colpito Castrese Palumbo, 79 anni, noto anche come “o svitapierno”, una figura storica del crimine locale, destando inquietudine e curiosità in un quartiere segnato da ombre persistenti.

Il corpo dell’uomo è stato trovato sul sedile di guida della sua Toyota Yaris, all’angolo con Corso Europa, un’area che per decenni ha rappresentato una sorta di punto nevralgico nel panorama criminale maranese. Per chi vive qui, l’evidente ferocia dell’agguato non sorprende, ma lascia un senso di angoscia palpabile. “È un messaggio pesante, difficile da ignorare”, commenta un commerciante del luogo, visibilmente scosso.

Secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbero dodici bossoli recuperati dai carabinieri, scattati in un’azione fulminea e precisa. I killer hanno sparato dritto al bersaglio: i proiettili hanno centrato la testa di Palumbo, senza lasciare alcuna chance di sopravvivenza. “Siamo abituati a certi episodi, ma la brutalità di questo lascia senza parole”, aggiunge un passante, mentre gli investigatori esaminano la scena del crimine.

Palumbo non era un nome qualunque. Conosciuto dalle forze dell’ordine per i suoi legami con i Nuvoletta, il clan storico di Marano, il suo omicidio mette in discussione le attuali dinamiche del potere criminale locale. Interessante è il profilo del nipote, in carcere per l’omicidio di un giovane, Corrado Finale, ucciso dopo un violento litigio. L’eco di vecchie vendette si fa sentire e porta con sé interrogativi inquietanti.

L’area è ora presidiata da militari e forze dell’ordine intenti a cercare telecamere di sorveglianza che possano svelare dettagli sull’agguato. Qualcuno, tra i residenti, teme che il conflitto stia per riaccendersi. “Assisteremo a nuovi scontri per il controllo dei traffici?”, si domanda una madre di famiglia.

La domanda ora è se questo omicidio segni il ritorno di vecchi rancori o l’inizio di una nuova guerra interna, in un territorio dove il vuoto di potere non può restare tale a lungo. Gli occhi sono puntati su Marano, in attesa di capire chi avrà l’ultima parola.

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