A Cimitile, l’aria è pesante e l’attenzione della Polizia di Stato si fa palpabile. In un pomeriggio di routine, il dramma della droga emerge con prepotenza. I controlli straordinari voluti dalla Questura di Napoli non lasciano scampo, e i riflettori si accendono su una coppia, marito e moglie, arrestati con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
“I precedenti parlano chiaro”, afferma un agente, visibilmente scosso dopo l’intervento. E non è difficile intuire il motivo. Durante una perquisizione nell’abitazione della coppia, i poliziotti hanno rinvenuto tre involucri di cocaina, per un totale di circa 115 grammi. Non solo: un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga giacciono in bella vista. A far aumentare il sospetto, i 30 euro in contante, divisi in banconote di diverso taglio, che secondo gli investigatori sono compatibili con l’attività di spaccio.
Ma non finisce qui. Le telecamere montate all’esterno di casa non sono lì per caso. Un sistema DVR collegato ad esse suscita ulteriormente l’interesse delle forze dell’ordine, avvalorando l’ipotesi che la coppia stesse monitorando i movimenti nei dintorni, come se avesse un occhio sempre vigile su possibili intrusioni.
La tensione nella zona è palpabile. I cittadini, abituati a un’atmosfera di precarietà, si sentono sempre più in ansia. L’arresto di questa coppia fa il giro delle chiacchiere nei bar del quartiere. “Vogliono rendere Cimitile un posto più sicuro”, commenta un passante, mentre altri si interrogano: è davvero sufficiente? La posizione dei due arrestati è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma l’eco di questa operazione continua a risuonare tra le strade e i vicoli, domandandosi quale sarà il prossimo passo in questa guerra contro il traffico di droga che sembra non avere mai fine.