Dove sei, Napoli? Oggi la città partenopea si ritrova al centro di un dibattito acceso che scuote le coscienze. Una nuova proposta di legge, presentata in Consiglio regionale, promette di stravolgere la vita di migliaia di senza fissa dimora, che ogni giorno lottano per avere accesso a cure sanitarie di base.
«È un passo cruciale per restituire dignità a chi vive ai margini», ha dichiarato Luca Trapanese, l’assessore comunale al Welfare che guida questa iniziativa. La legge prevede la possibilità per i cittadini italiani senza dimora di iscriversi alle liste delle Aziende sanitarie locali e scegliere il proprio medico di base. Un diritto negato da un sistema che, a causa della mancanza di residenza, esclude chi soffre già di gravi difficoltà.
A Napoli, questa realtà si fa sentire forte, soprattutto nei quartieri più segnati dalla marginalità. Strade come quelle di San Giovanni a Teduccio e Secondigliano raccontano storie di persone invisibili, che non solo faticano a trovare un tetto sopra la testa, ma anche una cura per le loro malattie. Oggi, con questa proposta, si cerca di abbattere il muro dell’indifferenza.
L’assessore Fiola ha sottolineato che il sistema sanitario non può permettere esclusioni. «Ogni cittadino ha il diritto alla salute, indipendentemente dalla sua condizione di vita», ha affermato, chiarendo che la legge mira a garantire questa tutela anche ai più vulnerabili.
Tuttavia, la via verso l’approvazione non è priva di ostacoli. La proposta dovrà infatti superare un iter burocratico che, per molti, sembra già un’ulteriore forma di esclusione. Se approvata, la legge stabilirà che l’iscrizione avvenga su segnalazione dei servizi sociali, con modalità che la Giunta dovrà definire rapidamente. Ma basteranno 60 giorni? In un contesto in cui i bisogni sono urgenti, i cittadini aspettano risposte immediate.
La somma di 300mila euro all’anno per il triennio 2026-2028 è un passo significativo, ma non basta. La critica si solleva anche sulle tempistiche e sull’efficienza dei servizi. La mancanza di un servizio sanitario accessibile ha conseguenze dirette sul pronto soccorso, spesso l’unico approdo per chi vive in strada. Quante altre vite devono aspettare?
E intanto, in città, ci si interroga: sarà davvero il punto di svolta per chi lotta contro la solitudine e la malattia? Il sistema è pronto a mettersi in gioco? Le parole dei politici risuonano, ma dall’altra parte c’è la realtà tangibile di chi vive giorno dopo giorno senza certezze.
La proposta di legge non è solo un atto burocratico; è il battito di una città che non può più voltarsi dall’altra parte. La lotta per la dignità e per il diritto alla salute è appena iniziata, ma la scadenza si avvicina e le aspettative sono alte. I cittadini di Napoli meritano di sapere: quali sono i veri impegni che si nascondono dietro a queste promesse?