Il dolore per la perdita di un bambino si fa sentire, soprattutto quando la tragedia è avvenuta nel cuore di una struttura sanitaria rinomata. Napoli è scossa dalla morte di Domenico Caliendo, il piccolo di soli 2 anni e 4 mesi, deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore fallito all’Ospedale Monaldi. Un caso che ha sollevato un mare di interrogativi e una sentenza inappellabile: chi è veramente responsabile?
La direttrice generale dell’ospedale, Anna Iervolino, si è presentata imprevedibilmente ai funerali, abbracciando con calore la mamma, Patrizia Mercolino. “Nessuno lo dimenticherà”, ha detto, ma la risposta della madre è stata incisiva: “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”. Una battuta che riempie l’aria di tensione, un’affermazione capace di far vibrare le corde della rabbia e della compassione allo stesso tempo.
La drammatica vicenda è iniziata il 23 dicembre, quando Domenico è stato operato all’Ospedale Monaldi, il cui nome è evocativo di professionalità. Ma in questo caso, un cuore donato è stato conservato in modo errato, creando un catastrofico errore: ghiaccio secco invece di quello normale. Una verità che ha spinto la Procura di Napoli ad aprire un’inchiesta, con sette persone indagate per quello che sembra una catastrofe annunciata.
La sospensione del reparto di trapianti pediatrici, seguita dalla misura cautelativa sui medici coinvolti, non basta a placare il clamore. Intanto, l’Azienda Ospedaliera dei Colli si è dichiarata vicina alla famiglia, promettendo una messa di condoglianze per unirsi, idealmente, al lutto collettivo. “Desideriamo stringerci con rispetto” hanno scritto in una nota, mentre la città intera si interroga: come è potuto accadere un errore simile in una struttura così importante?
Le parole di Iervolino e il silenzio carico di tristezza dei passanti raccontano una Napoli ferita, ma non rassegnata. Un episodio che suscita domande e indignazione. Sarà solo l’inizio di un lungo cammino verso la verità? La voce della comunità si farà sentire, o rimarrà tragicamente inascoltata?