Il clan Contini non conosce sosta. Un’ordinanza cautelare di oltre mille pagine, firmata dal gip Fabrizia Fiore, svela la complessa rete di potere che continua ad avvolgere diversi quartieri di Napoli. “Abbiamo riscontrato un’organizzazione che, nonostante le repressioni, riesce a rimanere radicata nel tessuto urbano”, racconta un funzionario della DDA, confermando l’allerta tra gli abitanti delle zone più colpite.
Edoardo Contini e Patrizio Bosti: questi i nomi che segnano un confine netto tra legge e illegalità, capaci di dirigere le operazioni anche dietro le sbarre. Le loro direttive viaggiano veloci attraverso colloqui e messaggi, seguiti a ruota da Francesco Mallardo, tornato in azione dopo la scarcerazione nel 2014. L’onomastica del potere criminale si fa sempre più intricata.
La mappa del clan si suddivide in più fronti: Vasto-Arenaccia, Borgo Sant’Antonio Abate, Rione Amicizia e San Giovanniello, ognuno con i suoi luogotenenti impegnati a gestire estorsioni e traffici di droga. Sotto l’occhio vigile di Gennaro De Luca, ‘o Muntat, il controllo degli introiti sembra essere un affare di famiglia.
Ma è l’alleanza con i Licciardi e i Mallardo a rendere il “Sistema” un’impresa criminale di ampio respiro. Il cartello non si limita a spartire il territorio; si occupa di usura, estorsioni e addirittura di infiltrazioni negli appalti, un’influenza sempre più presente anche nel settore ospedaliero. “Questa è mafia che si rinnova e si adatta”, avverte un commerciante del Rione Sanità.
Dietro un’apparente normalità, si nasconde un welfare criminale, un sistema astuto che si offre in supporto delle famiglie dei detenuti e gestisce vere e proprie casse comuni per garantire la sopravvivenza dei suoi membri. Le intimidazioni, però, non si fermano; l’ombra della violenza è palpabile nelle strade di Secondigliano.
Con 126 indagati nell’operazione, la lista degli involucrati non sembra avere fine. Da Antonio ‘o Muntat a Gennaro ‘o Chiatto, un reticolo di nomi e facce si intreccia, mescolando storie personali a un destino collettivo segnato dalla camorra. Le indagini proseguono, ma cosa accadrà ora nel cuore pulsante di Napoli? La tensione è nell’aria.