Il 30 dicembre, mentre Napoli si preparava a festeggiare il nuovo anno, il silenzio dell’Ospedale Monaldi era carico di tensione. Un cuore, destinato a dare vita al giovane Domenico, non aveva ripreso a battere. Le “parole ufficiali” parlavano di una complicanza post-chirurgica, ma dietro quelle frasi fredde e tecniche, qualcosa non tornava.
I sussurri nei corridoi si facevano sempre più insistenti. Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda dei Colli, ha deciso di rompere il silenzio lanciando un appello al quotidiano Il Mattino, dove rivendica la necessità di verità. “Un figlio è stato sottratto alla madre”, ha scritto, sottolineando come la burocrazia spesso ignori il dolore umano. Mentre fuori si cercava un colpevole da crocifiggere, dentro l’ospedale si stava già compiendo un’indagine interna.
La direzione non ha aspettato i magistrati: già il 30 dicembre, il chirurgo e il responsabile del programma dei trapianti sono stati convocati per una serie di audizioni. Da quegli incontri, si è iniziato a scoprire il funzionamento del dispositivo di conservazione dell’organo e le dinamiche opache della sala operatoria.
Iervolino ha respinto le accuse di occultamento, affermando: “Gli atti sono stati messi a disposizione già dall’11 gennaio”. Ha aggiunto che l’Azienda ha avviato indagini sui dirigenti coinvolti, arrivando a sospensioni senza “sconti a nessuno”. Ma resta un interrogativo: chi paga realmente per i misfatti in un contesto così delicato?
La delicatezza del caso è acuita dal fatto che la cardiochirurgia pediatrica del Monaldi è l’unica in Campania. Fermare il servizio per lo scandalo significherebbe mettere a rischio la vita di altri bambini. “Parlare con il paziente è un dovere del medico”, ricorda Iervolino, ammettendo che anche il silenzio nei confronti della famiglia di Domenico ha avuto conseguenze.
Con chat esaminate dai PM e relazioni stese sotto pressione, il caso Monaldi diventa emblematico di una sanità che cerca di redimere se stessa nel mezzo di un dolore che grida giustizia. Ma quante verità sono pronte a emergere da questa inchiesta? La città è in attesa di risposte, e il dramma di Domenico continua a pesare come un macigno nel cuore di Napoli.