Trapianto al Monaldi, Fico lo scopre dai giornali: la Regione Campania tace

Trapianto al Monaldi, Fico lo scopre dai giornali: la Regione Campania tace

Un’inquietudine aleggia su Napoli. La storia di un piccolo cuore spezzato ha acceso l’attenzione di un’intera città e non solo. Domenico Caliendo, un bimbo di pochi anni, è diventato il simbolo di un dramma che travolge l’Azienda Ospedaliera dei Colli. Il suo tragico destino si è compiuto il 23 dicembre 2025, quando un intervento di trapianto di cuore si è trasformato in un incubo irreversibile.

«Le condizioni del piccolo erano disperate», racconta un operatore sanitario che ha chiesto di rimanere anonimo. Eppure, tra le quattro mura del Monaldi regnava una silenziosa confusione. L’espianto dell’organo a Bolzano si era rivelato problematico e, quando finalmente è stato portato a Napoli, i danni erano già irreparabili. La madre, Patrizia Mercolino, ha atteso 19 giorni prima di presentare denuncia ai carabinieri. Ma il clamore su questa vicenda esplode solo il 7 febbraio, grazie a un’inchiesta del “Il Mattino”.

I giorni successivi sono caratterizzati da un crescendo di tensione. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha dichiarato di aver appreso il dramma solo tramite i media. «Non ho mai ricevuto comunicazioni dirette», ha affermato, lasciando trasparire inquietudine tra i cittadini. Ma cosa sapevano davvero le autorità sanitarie? Documenti interni rivelano che la Direzione Salute era informata già da gennaio, seppur informalmente.

Il 4 febbraio, il Monaldi aveva già proposto di sospendere i trapianti pediatrici, segnale di un’allerta che non ha raggiunto il governatore in tempo utile. Al contrario, Fico si è trovato con un caso di rilevanza nazionale tra le mani, un’emergenza che travolge ogni angolo della regione. Il 21 febbraio, il piccolo Domenico muore, attaccato a macchine che combattevano per tenerlo in vita. Un dramma inarrestabile, una ferita aperta nella comunità.

Oggi, gli interrogativi sono tanti. Come può un sistema di salute pubblica ridursi a una catena di comunicazioni così distratta? La responsabilità si allarga rapidamente, chiamando in causa non solo il Monaldi, ma l’intero sistema regionale. «Dobbiamo fare chiarezza», afferma Fico, ma le parole rischiano di rimanere solo suoni nel deserto.

La storia del piccolo Domenico ha svelato una questione ben più profonda. La fiducia nella sanità pubblica vacilla. I napoletani si chiedono: chi garantirà che simili tragedie non si ripetano? E mentre le indagini avanzano, il grido di aiuto della città non si placa, anzi, è solo il preludio di un dibattito che infiammerà i cuori e le menti. Perché a Napoli, ogni vita persa è un segnale per cambiare.

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