Scafati, l’11 settembre 2025. Un carico di 18,874 kg di cocaina purissima, pronto a rifornire il mercato della droga tra Sicilia e Campania, è stato sequestrato in un’operazione della Guardia di Finanza. Sedici panetti, un sacco di stupefacente che ha aizzato la tensione in città. Due giovanissimi cugini, Martina e Antonio Nappo, rispettivamente 20 e 19 anni, sono finiti in carcere, arrestati a Palermo. L’eco di quel controllo mirato risuona tra i vicoli di Scafati, dove i nomi dei ragazzi avrebbero potuto accendere una miccia per la comunità.
“Non è un caso, ma un affronto!”, ha dichiarato un funzionario delle forze dell’ordine, testimoniando un clima di crescente preoccupazione. Un blitz che ha scosso l’opinione pubblica, richiamando l’attenzione su un problema che molti vorrebbero ignorare. La morsa della criminalità giovanile stringe in modo sempre più forte. Ma la risposta non è tardata a venire.
Durante il processo abbreviato, il legale dei Nappo, Gennaro De Gennaro, ha adottato una strategia difensiva astuta, smontando l’idea dell’aggravante per ingente quantità. Questa movimentazione legale ha portato il giudice a riconsiderare il peso della situazione, ribaltando una condanna che avrebbe potuto essere devastante. La pena, originariamente pesante, è stata dimezzata a tre anni e otto mesi, un colpo di scena che ha riportato i ragazzi in casa, a Scafati, dopo cinque mesi nel penitenziario Pagliarelli di Palermo.
Tuttavia, il contesto non si limita ai numeri e ai verdetti di tribunale. Antonio Nappo porta con sé un dolore straziante, quello di un fratello già vittima di una violenza insensata; Pasquale, ucciso per futili motivi a Boscoreale. La storia di Antonio non è solo un caso giudiziario: è un grido di aiuto da una comunità in subbuglio, un eco che risuona tra i viali dei quartieri vesuviani.
Adesso che i cugini sono tornati a Scafati, molte domande rimangono senza risposta. Quale sarà il futuro di questi ragazzi? Riusciranno a trovarsi un percorso diverso? E come reagirà il quartiere, scoraggiato ma resiliente, a una vicenda tanto complessa quanto inquietante? La tensione è palpabile, le opinioni si scontrano, e i cittadini chiaramente non possono rimanere in silenzio.