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Vallo di Lauro: fondi PNRR per l’agricoltura nel mirino, oltre 100mila euro di contributi illeciti scoperti

Vallo di Lauro: fondi PNRR per l’agricoltura nel mirino, oltre 100mila euro di contributi illeciti scoperti

Vallo di Lauro (Avellino) – Un’indagine della Guardia di Finanza sulle erogazioni pubbliche legate al PNRR, finalizzate al Parco Agrisolare, ha coinvolto due aziende agricole del comprensorio. L’inchiesta, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della provincia, mirerebbe a chiarire se una parte dei contributi siano stati indebitamente percepiti, in violazione delle norme su autoconsumo e destinazione degli impianti.

Il primo filone dell’indagine, spiegano gli inquirenti, riguarda una rete tra una delle imprese beneficiarie e una terza realtà esterna al settore agricolo. Attraverso un uso promiscuo della sede legale e dell’impianto fotovoltaico, secondo quanto emerge, sarebbero state artificiosamente gonfiati i consumi energetici e aggirato il vincolo di autoconsumo esclusivo, con un possibile incasso illecito di circa 70.000 euro. Il meccanismo sembrerebbe essersi concretizzato tramite una gestione contabile e logistica che ha reso complicato verificare la reale dimensione produttiva dell’azienda beneficiaria. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’attenzione degli irrinunciabili controlli è caduta su questa costruzione normativa per aggirare i paletti previsti dalla misura.

Il secondo filone, invece, riguarda una domanda di finanziamento per oltre 29.000 euro. In questo contesto i controlli incrociati e i sopralluoghi sul campo avrebbero evidenziato l’assenza di ruralità fiscale del fabbricato su cui erano installati i pannelli solari, rivelando anche una significativa incompatibilità urbanistica. Mentre l’impresa chiedeva i fondi con destinazione agricola vincolata per cinque anni, presentava contemporaneamente una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) per trasformare l’immobile in una civile abitazione. A controllo avviato, la società avrebbe addirittura tentato di rinunciare all’incentivo.

L’esito dell’attività investigativa ha comportato il deferimento dei titolari delle aziende coinvolte all’autorità giudiziaria. Parallelamente, i professionisti che redigevano le perizie e le asseverazioni progettuali sono stati coinvolti in ipotesi di falsità ideologica in certificati e atti pubblici. Contemporaneamente, è stata attivata la procedura di decadenza totale dalle agevolazioni. La Guardia di Finanza ha già inviato segnalazioni formali al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) e al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per attivare il blocco e il recupero coattivo delle somme; restano da valutare gli eventuali profili di danno erariale dinanzi alla Corte dei Conti.

L’operazione testimonia la direzione di tanta attenzione che le FF.OO. ripongono nel presidio delle risorse europee destinate all’economia reale, in particolare in settori che coniugano energia e produzione agricola. Voci investigative, però, ricordano l’irreversibilità della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Le verifiche proseguiranno per accertare l’effettiva entità delle irregolarità e i reali interessi economici in gioco, nel quadro di una cornice normativa che impone rigore nella gestione dei fondi pubblici.

Nel frattempo, l’intervento delle Fiamme Gialle resta una conferma dell’impegno a riallineare pratiche e procedure al modello di controllo europeo, atte a proteggere sia il tessuto imprenditoriale sano sia i fondi destinati allo sviluppo sostenibile. L’indagine, conclude, resta aperta alle eventuali chiarificazioni che emergeranno nel corso degli accertamenti, con la comunità locale che resta in attesa di una ricostruzione completa dell’intera vicenda.

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