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Sarno tra acqua e protesta: cittadini chiedono di fermare veleni e scarichi abusivi

Sarno tra acqua e protesta: cittadini chiedono di fermare veleni e scarichi abusivi

Una manifestazione a piedi nudi lungo il Sarno ha trasformato questa mattina la scena della protesta ambientale in una riflessione sul futuro del bacino. A Sarno, cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali hanno chiesto interventi concreti per un risanamento definitivo e una gestione più trasparente delle acque.

Al centro della mobilitazione c’erano i cartelli con gli slogan “Il Sarno non è una fogna” e “L’acqua è vita”. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, hanno partecipato anche esponenti istituzionali tra cui il deputato Francesco Emilio Borrelli, il consigliere regionale Carlo Ceparano, Aniello Fasolino, Francesco Servino e il consigliere regionale di opposizione Sebastiano Odierna.

La richiesta di controlli è stata posta in modo deciso. Durante l’estate, insieme all’avvocato ambientalista Fabio Armano, i promotori hanno percorso il Sarno e i suoi affluenti, censito scarichi e presentato esposti alle Procure di Nocera Inferiore e Torre Annunziata. L’obiettivo dichiarato è colpire senza sconti gli sversamenti illeciti e rafforzare i controlli sulle attività produttive, con particolare attenzione ai comparti conciario e conserviero, oltre a affrontare il nodo dei reflui civili non collettati.

Borrelli e Ceparano hanno insistito sulla necessità di una mappa completa degli scarichi autorizzati, dotata di sistemi di identificazione in grado di risalire rapidamente al titolare e agli estremi dell’autorizzazione. “Ogni tubatura che scarica nel fiume deve essere tracciabile” è stato rilanciato durante la giornata: serve distinguere gli impianti regolari dagli scarichi abusivi e potenzialmente inquinanti.

Gli organizzatori hanno richiamato anche l’esperienza del periodo di lockdown, quando la riduzione delle attività produttive sembrò accompagnare un evidente miglioramento della qualità dell’acqua in alcuni tratti del bacino. Da questa esperienza nasce la richiesta di un monitoraggio permanente, di verifiche più stringenti e di dati accessibili sulla qualità del Sarno.

Il sit-in si inquadra in un confronto politico aperto sul futuro del fiume: il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione sul risanamento e sulla sicurezza del bacino, mentre il programma di interventi prevede circa 407 milioni di euro destinati a opere ambientali, fognarie, depurative e di messa in sicurezza idraulica. “Le risorse ci sono, ma ora servono cantieri, controlli e risultati misurabili”, è stato il messaggio emerso dalla mobilitazione. “Chi inquina deve essere individuato e punito”.

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