Napolive
Ultime Notizie

Roma: attentato in via dei Platani e nuove piste sul potere della Camorra Senese

Roma: attentato in via dei Platani e nuove piste sul potere della Camorra Senese

Roma sta vivendo una sequenza di ordigni lasciati in diverse zone della città negli ultimi mesi, un fenomeno che, secondo Antonio Del Greco, potrebbe configurarsi come una riaffermazione di potere da parte della cosca Senese. L’ex dirigente della Polizia, ora a capo operativo di Italpol, propone una chiave interpretativa basata su dinamiche di controllo e vendetta tra gruppi rivali.

Tra agosto e oggi, Del Greco osserva una costante: 11 ordigni disseminati in luoghi diversi della Capitale. Una cifra che, a suo dire, non sembra casuale e che rischia di costituire una linea comune di intimidazione destinata a riaffermare la supremazia di una filiera criminale ora che i capi storici hanno subito colpi pesanti sul territorio. L’analisi dell’ex dirigente parte da questa evidenza per leggere cosa potrebbe nascondersi dietro i gesti di violenza e di rottura di equilibri.

Del Greco, che tra i vari incarichi ha guidato la squadra Omicidi e ha seguito quasi per intero i casi di spicco legati alla criminalità romana degli ultimi decenni, evidenzia una continuità di metodo e una logica di potere radicata nel Lazio. Autore di opere come Città a mano armata e Inferno Capitale, l’ex funzionario collega l’insieme degli attentati a una strategia di rinegoziazione delle alleanze tra fazioni contrapposte, in particolare in una fase in cui i vertici tradizionali sembrano non avere monopolio assoluto del controllo.

Il punto di snodo, secondo l’analisi di Del Greco, è l’episodio recentissimo in via dei Platani, presso la società di autonoleggio gestita dai fratelli Costantino. L’evento arriva dopo un precedente attacco ad altri obiettivi: tra le persone già menzionate nei vari incroci investigativi figuri Calderon, accusato di essere l’assassino di Fabrizio Piscitelli, e Peppe Molisso, ritenuto uno dei “colonnelli” del clan Senese. Per l’ex dirigente, tali riferimenti non sarebbero casuali, ma parte di una logica articolata che collega vecchie conoscenze ai colpi di oggi.

In questa lettura, la “riaffermazione del potere” non sarebbe la sola lettura possibile, ma un segnale mirato a chi pensava di aver trovato un equilibrio dopo gli arresti di esponenti Senese tra Montespaccato e Roma Sud. L’ipotesi investigativa è che i gruppi più violenti del Lazio cerchino ora di riconquistare spazi e profitti, rispondendo con intimidazioni che hanno una valenza soprattutto simbolica oltre che operativa.

Il quadro, però, resta poco chiaro e soggetto a verifiche: Del Greco richiama figure di rilievo come Michele Senese, detto “o pazzo”, ed evoca una storia personale che lo collega a diversi passaggi della criminalità organizzata di Roma. Avverte anche di una possibile evoluzione della rete criminale con riferimenti a vecchi protagonisti della Magliana e a contatti nel “mondo di mezzo” legato a cooperative e reti che hanno una funzione di raccordo tra politica e affari illeciti. Se da una parte questa lettura offre una cornice utile per comprendere la spirale di violenza, dall’altra resta da verificare quanto sia condivisa e quanto sia singola interpretazione di una singola figura.

Infine, resta aperta la domanda su come evolverà la situazione sul territorio: continueranno le intimidazioni o si creeranno nuove alleanze in grado di cambiare l’equilibrio di potere in alcune zone di Roma? Restano da chiarire anche i confini tra accuse e fatti accertati, tra dinamiche antagonistiche e responsabilità dirette. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la chiave di lettura proposta da Del Greco fornisce un’angolazione utile per inquadrare la vicenda nel contesto romano e laziale, ma non sostituisce l’operato delle procure e delle forze dell’ordine nell’indagine in corso.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →