Agropoli, Trentova: una notte destinata al silenzio si è improvvisamente trasformata in una scena delittuosa. Walter Avallone, 55 anni, metronotte originario di Eboli, è stato trovato morto nel parcheggio dell’area verde che circoscrive l’oasi di Trentova. Il colpo di pistola calibro 9 ha colpito la gola: l’arma di servizio dell’uomo non era lì dove doveva essere, sparita dal corpo prima del ritrovamento.
Le immagini delle telecamere di zona, ora al centro dell’indagine, mostrano i momenti chiave della notte. Avallone è giunto sul posto al fianco di un altro uomo: poco dopo, dal sedile posteriore, si sarebbe sviluppata la fase cruciale che ha portato all’esito fatale. I fotogrammi starebbero fornendo agli investigatori elementi utili a ricostruire non solo la dinamica immediata, ma anche i passi successivi della fuga del sospettato. L’indagine è coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania e affidata ai carabinieri della Compagnia di Agropoli, impegnati a dare un volto all’uomo al fianco della vittima e a ricostruire i contatti che Avallone potrebbe aver avuto nelle ore precedenti.
Secondo quanto emerso dall’analisi delle immagini, l’uomo che viaggiava con Avallone avrebbe subito aperto il bagagliaio non appena il veicolo si sarebbe allontanato dal parcheggio, prendendo due borsoni che, dopo pochi istanti, sono stati caricati a bordo e la persona avrebbe iniziato a muoversi verso il belvedere, presumibilmente cercando un percorso per sfuggire alle telecamere. Le stesse immagini hanno acceso la curiosità degli investigatori sul possibile percorso di fuga, con l’esame di eventuali altre riprese da sistemi di videosorveglianza rivali o in zona.
Resta da chiarire due elementi chiave dell’inchiesta: l’identità della persona che accompagnava Avallone quella notte e il contenuto dei due bagagli rimasti dopo l’omicidio. Questi elementi potrebbero rivelare il movente e, soprattutto, la natura del rapporto tra la vittima e il suo presunto aggressore. Le ricerche si stanno concentrando sull’eventuale legame tra i due e su eventuali contatti della vittima che possano aver annotato un contesto di incontri o frequentazioni.
Tra i pezzi ancora mancanti figura anche l’arma del delitto e il telefono cellulare della vittima. La sparizione di tali elementi arricchisce il quadro investigativo e alimenta lo straordinario compito degli inquirenti di mettere insieme i tasselli tra spostamenti, contatti e luoghi frequentati da Avallone nelle ultime ore. L’esame autoptico, fissato per martedì 20 ottobre 2026, dovrà offrire ulteriori chiarimenti sulle circostanze della morte, soprattutto in relazione alla traiettoria del proiettile e agli elementi utili a definire la dinamica.
Avallone, incensurato, era separato e padre di due figlie. Lavorava recentemente come guardiano di treni merci presso la stazione di Sapri, una mansione che lo portava spesso a viaggiare tra la Piana del Sele e i luoghi di lavoro a sud della provincia. Questo contesto personale, ancora da incasellare pienamente nell’inchiesta, potrebbe fornire chiavi di lettura sul contesto socio-professionale in cui sarebbe maturato l’episodio.
La pista investigativa ha anche registrato un altro sviluppo: l’esame di una stanza presa in affitto in un bed and breakfast di Vibonati, in corso Umberto I, posto sotto sequestro dai carabinieri di Agropoli. L’alloggio, utilizzato da Avallone come punto di appoggio per evitare continui spostamenti tra la Piana del Sele e Sapri, viene ora analizzato per capire se fosse condiviso con un’altra persona e se al suo interno vi fossero elementi utili alle indagini. Il sequestro non implica automaticamente una responsabilità penale, ma amplia il perimetro degli accertamenti.
L’obiettivo rimane lo stesso: dare un volto all’uomo ripreso insieme alla vittima, ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e stabilire il perché una serata ad Agropoli sia finita in tragedia. Le telecamere, i rilievi tecnici e l’insieme dei luoghi frequentati dalla vittima saranno al centro di una lente d’ingrandimento che potrebbe presto fornire risposte decisive. Fino ad allora, la prudenza rimane la guida: tra le risposte che mancano e quelle che emergono dalle prove, l’indagine continua per far luce sull’omicidio di Trentova. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la procura e i Carabinieri proseguono senza sosta per attribuire responsabilità e motivi a chi ha messo fine a una notte che sembrava destinata a rimanere invisibile.
