Pozzuoli, Campi Flegrei – Un’anziana di 83 anni con invalidità civile è stata evacuata dall’appartamento di via II Traversa di Via Tranvai il 13 agosto scorso, dopo che uno sgombero d’urgenza è stato emesso per il pericolo di crollo della chiesa contigua. Nonostante la scheda tecnica dei periti del 23 settembre segnali nessuna lesione strutturale e zero danni rilevati dalle scosse, la donna non è ancora tornata nella propria casa, costretta a vivere come sfollata ospite di terzi. L’orizzonte burocratico sembra allungarsi senza una data di rientro.
La decisione di sgomberare è stata determinata dal rischio associato all’edificio di culto di Santa Maria della Purificazione, noto come della Purificazione “dell’Angelo”, una costruzione del 1702 gravemente compromessa dallo sciame bradisismico del 31 luglio. Da allora, la situazione privata è passata in secondo piano rispetto alla necessità di mettere in sicurezza l’area circostante: l’abitazione dell’anziana resta fuori dall’uso, nonostante non vi siano accuse dirette sull’edificio privato. La curia di Pozzuoli, proprietaria della chiesa, è stata coinvolta da un’ordinanza sindacale ad horas per intervenire con urgenza, ma gli esiti concreti sembrano lontani.
Il quadro di situazione è emerso anche dai rilievi tecnici ufficiali: la scheda della Soprintendenza, datata 14 agosto, descrivevano uno stato manutentivo pessimo con lesioni gravi pregresse e un rischio di crollo imminente. Secondo lo stesso materiale, il portale della facciata risultava puntellato già prima del 31 luglio. Parallelamente, la relazione dei Vigili del Fuoco evidenziava un quadro fessurativo molto pronunciato e generalizzato, con concrete probabilità di meccanismi di ribaltamento verso le abitazioni limitrofe. In parallelo allo sgombero, il Comune ha emesso un’ordinanza ad horas nei confronti della Diocesi di Pozzuoli, entro cui va interpretata la responsabilità di mettere in sicurezza il sito. Negli atti del 23 settembre, però, alla voce “interventi di somma urgenza eseguiti dalla proprietà” compaiono solo tre lettere: “nessuno”.
Di fronte a questa situazione di gestione inconcludente, l’Economato della Diocesi ha risposto solo dopo una diffida formale inviata il 21 agosto: il 29 settembre l’ente ha dichiarato di essere “pienamente consapevole della situazione”, ma di trovarsi “in attesa di definire ogni possibile iniziativa utile”, riservandosi di comunicare eventuali aggiornamenti “non appena vi saranno determinazioni”. Una risposta che, stando alle cartes, non indica tempistiche o cantieri concreti, lasciando la situazione in uno stato di limbo che affossa la quotidianità dell’83enne.
“La mia assistita non chiede risarcimenti milionari, chiede soltanto di rientrare in possesso della propria abitazione”, sottolinea l’avvocato Luigi Doronzo. “Parliamo di una donna di 83 anni, per la quale ogni settimana di attesa ha un peso incalcolabile. In assenza dell’allestimento immediato dei ponteggi, la vicenda sarà portata direttamente all’attenzione dell’autorità giudiziaria.” Le parole dell’avvocato sintetizzano una domanda semplice, ma pesante: la casa, non la contesa legale, è la priorità umana.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la vicenda resta sospesa tra atti amministrativi e prassi giudiziaria potenziali, con l’amministrazione locale che promette valutazioni ma manca di una linea operativa chiara. Nel frattempo, l’anziana continua a vivere da sfollata, senza indicazioni certe su quando potrà tornare a casa né su chi provvederà alla messa in sicurezza definitiva dell’area e al ripristino di condizioni dignitose per il rientro.
