Portici, tre minorenni interdetti dai pubblici esercizi: DACUR dopo la rissa al Granatello
Tre minori di Portici, tra i 15 e i 17 anni, hanno ricevuto dal Questore di Napoli provvedimenti DACUR: interdizione dall’accesso a pub e locali di intrattenimento e interdizione a sostare nelle zone dove si è svolta la rissa del 12 luglio 2026, al Granatello. Le misure, disposte dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, hanno una durata variabile di uno o due anni a seconda dei singoli casi.
Stando a quanto emerso, la rissa, nata per motivi futili, è avvenuta il 12 luglio scorso in via Mortelle, nei pressi del Granatello portuale; i tre ragazzi sono stati denunciati per quel fatto, stando a quanto riportato da www.cronachedellacampania.it.
Le disposizioni DACUR prevedono, in fasce orarie definite, il divieto di frequentare pubblici esercizi e locali di pubblico trattenimento nelle strade e nelle aree interessate dagli scontri, nonché il divieto di sostare nelle immediate vicinanze. Il provvedimento mira a interrompere il ciclo di aggressioni e a impedire che i luoghi del contesto rivivano situazioni di tensione.
L’obiettivo dichiarato dall’autorità è duplice: evitare che i giovani coinvolti tornino nei luoghi legati all’episodio e ridurre la probabilità di nuove escalation. I DACUR sono uno strumento a disposizione della pubblica sicurezza per contenere comportamenti violenti e tutelare la vivibilità delle aree urbane, soprattutto nei contesti portuali e turistici dove l’aggregazione giovanile può sfociare in episodi di rilievo pubblico.
Portici, e in particolare l’area del Granatello, è lo sfondo di questa misura che, come ricordano gli addetti ai lavori, non incide sulla presunzione di innocenza né sostituisce i tempi dell’indagine. Le tre adolescenti continuano a essere coinvolte in itera di verifiche, ma al momento i provvedimenti disciplinano l’accesso agli spazi pubblici e la presenza nelle zone interessate.
Resta da chiarire quali ulteriori passaggi potranno seguire a seconda degli sviluppi investigativi. L’amministrazione della sicurezza urbana, al centro di questa gestione, resta convinta che strumenti come il DACUR possano offrire un effetto deterrente e pragmatico, soprattutto in contesti dove la frizione giovanile può rapidamente degenerare in episodi di violenza. In attesa di ulteriori elementi, la linea resta quella della prudenza: misure mirate, senza prefigurare esiti giudiziari, ma orientate a proteggere i residenti e chi frequenta l’area.
