Pompei torna a vestire i panni di grande laboratorio di formazione archeologica: a 150 anni dall’idea originaria della Scuola di Fiorelli, il Parco Archeologico rilancia una scuola dedicata alla pratica sul campo, dove studio universitario e lavoro sui reperti convivono in un percorso formativo integrato.
La nuova Scuola di Archeologia di Pompei nasce dall’intesa con gli atenei italiani ed è pensata come complemento ai percorsi di dottorato e di specializzazione. Secondo il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, non si tratta di una concorrenza con i percorsi accademici tradizionali, ma di un’esperienza diretta sul campo per applicare la teoria alla realtà della città antica: “La nostra Scuola di Archeologia non è in concorrenza con quelle di dottorato o di specializzazione, come lo era 150 anni fa la Scuola di Fiorelli, ma è ad esse strettamente complementare: proponiamo un’esperienza diretta sul campo per applicare la teoria alla realtà della città antica.”
Già nel profilo storico, l’iniziativa guarda a un’eredità importante. L’eco della Scuola fondata nel 1866 da Fiorelli, ricordata dall’archeologo Fausto Zevi come un’“eccezionale occasione” formativa, ma anche come l’amara certezza di una grande occasione perduta, aleggia come metro di confronto sul presente progetto. L’obiettivo è dunque riportare Pompei non solo al centro della ricerca, ma anche al cuore della formazione praticata, senza però rinunciare al valore della teoria.
Il campus sorgerà nell’area di San Paolino, con una struttura permanente destinata all’apprendimento e alla diffusione della conoscenza: biblioteca, foresteria, deposito-laboratorio e spazi dedicati alla ricerca e alle mostre temporanee. Un nucleo che, spiegano gli organizzatori, intende coniugare l’approfondimento accademico con la valorizzazione del sito, includendo la progettazione di esposizioni e attività divulgative destinate al pubblico.
La direzione del Parco sottolinea che l’iniziativa non è una mera apprendistato teorico, ma un percorso di formazione teso a integrare la ricerca con la comunicazione scientifica. “Con questo programma vogliamo consolidare il ruolo di Pompei come riferimento internazionale per la ricerca e la formazione, offrendo ai giovani un’opportunità straordinaria: lavorare a stretto contatto con il patrimonio archeologico, i dati della ricerca, i cantieri e le professionalità che operano quotidianamente nel Parco”, evidenzia Zuchtriegel.
Per dare concretezza a questa visione, il primo anno punta su un tema centrale: “Gli animali di Pompei”, scelto non a caso e destinato a guidare anche la prossima mostra del Parco. L’iniziativa non si limiterà all’analisi dei reperti: i tirocinanti saranno coinvolti nella valorizzazione del sito, seguendo un percorso che dalla ricerca arriva alla divulgazione.
Il programma prevede sei tirocini curriculari rivolti a studenti iscritti a corsi di specializzazione o dottorato presso università italiane. Le aree di provenienza ammettono candidati in Archeologia, Restauro, Museologia, Storia, Filologia classica, Biologia, Archeozoologia e Storia dell’Arte, oltre che discipline affini. Le attività si svolgeranno in presenza al Parco Archeologico di Pompei tra marzo e aprile 2027, per un totale di 150 ore distribuite su due mesi, precedute da un incontro preparatorio di tre giorni.
Ai partecipanti è riconosciuta un’indennità di 700 euro, a cui, su richiesta, può aggiungersi l’ospitalità nella foresteria del Parco. Le candidature devono essere inviate entro il 22 novembre 2026 via posta elettronica certificata all’indirizzo [email protected]. Il bando completo, con requisiti, documentazione e criteri di selezione, è consultabile sul sito pompeiisites.org. Prima di candidarsi, è necessario verificare con l’ateneo di appartenenza la compatibilità del tirocinio con il piano di studi; per chiarimenti è possibile scrivere a [email protected], con richieste da inoltrare almeno 15 giorni prima della scadenza.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’iniziativa quieta ma ambiziosa si propone di riannodare la tradizione di Pompei come polo internazionale di ricerca e formazione, restituendo ai giovani studiosi un canale diretto con il patrimonio e con le esigenze operative del parco.
In sintesi, Pompei restituisce alla formazione archeologica una dimensione concreta, capace di mettere in dialogo università, cantieri e pubblico. Un progetto che recupera la memoria della Scuola di Fiorelli e guarda al futuro come palestra unica per la prossima generazione di archeologi.
