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Cronaca

Napoli, Vomero in piazza contro la violenza: una chiamata all’azione collettiva

Napoli, Vomero in piazza contro la violenza: una chiamata all’azione collettiva

Napoli, Vomero. Sabato pomeriggio Piazza Vanvitelli è diventata il palcoscenico di una risposta civile alla violenza di strada: centinaia di cittadini hanno partecipato alla manifestazione “Riprendiamoci la nostra città – Diciamo basta alla violenza”, promossa dalla Rete per la sicurezza dei minori e degli adolescenti presieduta da Nelide Milano. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la cornice è stata quella di una mobilitazione orientata non solo a chiedere sicurezza, ma a ribadire l’importanza di un’azione educativa condivisa tra famiglie, scuole e istituzioni.

L’episodio che ha acceso la mobilitazione è stato raccontato dai presenti come un vile atto di violenza contro un padre di famiglia. Roberto è stato aggredito da circa una decina di adolescenti, intervenuti per difendere le sue figlie; attualmente è ricoverato nel reparto di ortopedia dell’ospedale Cardarelli. Dai primi rilievi investigativi risulta che il gruppo fosse composto da ragazzi apparentemente insospettabili, figli di professionisti e persino di appartenenti alle forze dell’ordine, e che la vittima sia stata trascinata a terra prima di essere sfiorata e investita da un camion dei rifiuti, subendo gravi lesioni a una gamba.

Alla manifestazione hanno preso parte figure pubbliche e rappresentanti istituzionali: la moglie di Roberto, accompagnata da Francesco Emilio Borrelli, deputato di Verdi-Europa Verde; Carlo Ceparano, consigliere regionale AVS; e Rino Nasti, consigliere della V Municipalità. Erano presenti inoltre l’assessore comunale alla Sicurezza Antonio De Iesu e numerosi amministratori locali, che hanno voluto dare sostegno a una comunità che chiede risposte concrete.

Dal palco, Borrelli ha attaccato la deriva educativa che, a suo dire, caratterizza una parte della borghesia cittadina: “Oggi in piazza ci sono tante famiglie che chiedono sicurezza, ma ce ne sono altre che insegnano la prevaricazione” ha detto, riferendosi a genitori, professionisti e persino a figure pubbliche che non avrebbero avuto il coraggio di chiedere scusa per la violenza dei figli. Ha aggiunto la richiesta di potenziare i controlli: “Il quartiere non poteva tacere di fronte a una simile barbarie. La movida del Vomero soffre di una cronica carenza di forze dell’ordine. Ora attendiamo che la Procura faccia fino in fondo il suo lavoro”.

La voce della moglie di Roberto ha aperto una delle serate più intense: “Ieri mio marito ha affrontato un altro intervento chirurgico, andato fortunatamente bene, ma ne dovremo superare un altro. I video hanno chiarito ogni dinamica, ma ciò che ferisce di più è il totale silenzio delle famiglie degli aggressori. Ringrazio di cuore tutte le mamme presenti oggi per il calore e la vicinanza che stanno regalando alla mia famiglia”.

A chiudere l’iniziativa è stata Nelide Milano, presidente della Rete: “I cittadini chiedono di poter vivere strade e piazze in sicurezza, che è un diritto fondamentale. La comunità educante deve scendere in campo in prima persona per prendersi cura dei nostri ragazzi, arginando una cultura della violenza che si sconfigge solo ricostruendo una solida rete tra famiglie, scuole e istituzioni”.

Questo episodio riapre il confronto pubblico sull’educazione civica e sulla necessità di rendere operative le reti sociali che dovrebbero essere in grado di intercettare i segnali di disagio giovanile prima che degenerino in violenza. Restano da chiarire molti dettagli sulle dinamiche e sull’esito delle indagini, ma il racconto della piazza indica una comunità pronta a chiedere una risposta coordinata tra prevenzione, controllo e educazione.

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