Cassano Magnago (Varese) – Ieri, 16 ottobre 2026, Pierina Buffon, 69 anni, è morta in uno scontro frontale tra la sua auto e quella dell’ex compagno. L’indagine della magistratura ipotizza omicidio stradale, ma la dinamica resta al vaglio degli investigatori e non è dato escludere alcuna ipotesi al momento.
Fulvio Ielmini, 73 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale ed è attualmente ricoverato all’ospedale di Varese in attesa che il pm di Busto Arsizio, Massimo De Filippo, definisca gli atti d’indagine. La circostanza è stata confermata nel corso delle verifiche di routine condotte dalla polizia locale, al centro di una procedura che resta aperta.
Danny Ruocco, figlio della vittima, sostiene che la madre sia stata inseguita dall’ex partner e ha riferito di poter disporre di filmati che proverebbero l’inseguimento. La famiglia Buffon ha presentato denuncia e ha chiesto che l’ipotesi di incidente non accidentale venga attentamente verificata dalla Polizia Locale coordinata dal pm di Busto Arsizio.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la prima ricostruzione indicava come possibile causa iniziale un malore della 69enne prima dell’impatto. Restano però da definire gli esiti dell’autopsia, prevista per le prossime ore e programmata tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, che dovrà fornire elementi utili a chiarire la scena dell’incidente.
L’avvocato di Ielmini, Angelo Luini, ha spiegato che il suo assistito era arrivato in pronto soccorso in condizioni delicate: “in stato confusionale”, e che sarebbe stato necessario un intervento chirurgico a una gamba sinistra. Il legale ha sottolineato la cautela indispensabile in attesa degli accertamenti e ha ricordato che in passato erano emerse discussioni tra gli avvocati delle parti in merito alla vicenda, senza però anticipare esiti processuali.
La relazione tra Buffon e Ielmini, che secondo quanto riferito era terminata a giugno 2026, resta al centro di dubbi e di una indagine che continua a seguire diverse piste. Le autorità precisano che, al momento, non è possibile attribuire responsabilità definitive e che la linea d’inchiesta privilegia la verifica della modalità dell’impatto, la possibile condotta intenzionale e le condizioni psichiche e fisiche delle persone coinvolte.
Concludendo, la vicenda resta sospesa tra la ricostruzione iniziale e gli elementi che emergono dall’autopsia e dagli atti giudiziari in corso. Le prossime settimane saranno decisive per definire se si sia trattato di un tragico incidente o se vi siano elementi di responsabilità umana, senza che ciò possa essere affermato finché non sarà chiarita ogni fase dell’accaduto.
