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Napoli: Rizzetta punta a guidare il club in caso di cessione, tra dialoghi con De Laurentiis e polisportiva

Napoli: Rizzetta punta a guidare il club in caso di cessione, tra dialoghi con De Laurentiis e polisportiva

Napoli sembra avviare una pagina nuova e delicata della sua governance sportiva, con un protagonista insolito ma già inserito nel tessuto cittadino: Matt Rizzetta, presidente del Napoli Basket. L’uomo d’affari italo-americano non chiude la porta al sogno di una gestione della SSC Napoli, anzi la riapre con una determinazione che potrebbe riflettere un cambio di paradigma rispetto al passato. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la sua disponibilità a subentrare è stata espressa in chiave non episodica, ma come parte di un ragionamento lungo sul presente e sul futuro del club.

“Con Aurelio De Laurentiis c’è un rapporto molto buono, di massimo rispetto”, ha detto Rizzetta, evidenziando una relazione che va oltre una semplice trattativa. E ancora: “Sarei onorato di portare avanti l’eredità che lui ha costruito ripartendo da un fallimento più di vent’anni fa. Se un giorno avrò il piacere di prendere questo impegno e questa responsabilità, posso assicurare alla piazza che farò non di tutto, ma di più per non deluderli”. Parole pesanti, ma inserite nella cornice di una riflessione sull’eredità e sulla continuità della visione sportiva della città.

La memoria del passato recente resta legata al contesto della proposta da 2,2 miliardi di euro, guidata da Underdog Global Partners tra gennaio e giugno di quest’anno. Una cordata statunitense che aveva annunciato un’offerta per rilevare la SSC Napoli, poi respinta da De Laurentiis. Il progetto prevedeva, tra l’altro, una polisportiva capace di riunire Napoli calcio, basket, pallavolo e pallanuoto sotto un modello gestionale integrato, con investimenti anche nelle infrastrutture. “Non puoi semplicemente venderlo a un fondo che pensa di rivenderlo dopo cinque anni a una cifra superiore”, aveva spiegato Rizzetta, descrivendo una logica diversa da un semplice trasferimento di proprietà. E ancora: “Aurelio mi ha detto chiaramente che ha una responsabilità verso gli oltre cento milioni di napoletani nel mondo. Se un giorno il club dovesse passare di mano, dovrebbe essere affidato alla persona giusta”.

L’idea di una convergenza tra calcio e basket ha accompagnato anche il nuovo giro di incontri e segnali pubblici. Ieri sera, in occasione della partita Napoli-Bodø/Glimt di Champions League, Rizzetta è stato ospite di De Laurentiis nella President Lounge dello stadio Maradona. Un incontro che è stato descritto come cordiale, avvenuto pochi mesi dopo il rifiuto dell’offerta da 2,2 miliardi. Secondo i quotidiani locali, De Laurentiis avrebbe invitato l’imprenditore a partecipare all’evento insieme ad alcuni soci di Underdog Global Partners; non è escluso che i due possano vederci di nuovo a pranzo nei prossimi giorni, aprendo uno spiraglio di dialogo sul tema della proprietà.

Le parole di Rizzetta si inseriscono anche nel quadro di aperture pubbliche di De Laurentiis. Al CONI, in occasione del ritiro del Collare d’Oro, il patron azzurro aveva chiesto se esistesse qualcuno capace di ripagare i suoi sforzi di un quarto di secolo, invitando potenziali interessati a farsi avanti. In questo contesto, l’imprenditore italo-americano ha rilanciato un portafoglio di considerazioni: riconoscere l’opera di De Laurentiis, riconoscere la trasformazione del Napoli in uno dei 30 brand calcistici più preziosi al mondo e, al tempo stesso, presentarsi come candidato capace di raccogliere l’eredità qualora la situazione societaria dovesse evolvere.

Sul fronte sportivo, Rizzetta prosegue a lavorare sul basket, dove la sua squadra brilla in Eurocup e punta ai vertici dello scudetto. C’è anche l’ambizione di realizzare un nuovo Palasport nell’area Mario Argento, progetto che trova sostegno nell’analisi di Gianni Petrucci, presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, che ha espresso l’auspicio che “Rizzetta ora riesca a fare altrettanto nel basket” di quello che ha fatto nel calcio. Per il momento, tuttavia, non emergono segnali concreti di sviluppi immediati sul fronte societario: resta aperta la porta a un riavvicinamento, a una normalizzazione del dialogo, a una possibile futura candidatura.

La fotografia offre quindi una scena doppia: da una parte il passato recente, con la proposta da 2,2 miliardi e la nascita dell’idea polisportiva; dall’altra un possibile avvio di dialogo che potrebbe, nel tempo, ridefinire i contorni della proprietà e della governance del Napoli. In questa fase, l’attenzione resta centrata sull’equilibrio tra conservazione dell’eredità De Laurentiis e la possibilità di una nuova guida capace di proseguire un percorso di crescita che ha trasformato Napoli in una realtà sportiva di livello internazionale.

In chiave di contesto, resta fondamentale distinguere tra possibilità e realtà: per ora non ci sono annunci concreti né decisioni assunte. Se la porta dovesse davvero riaprirsi, Rizzetta aveva già enunciato una cornice chiara: “farò non di tutto, ma di più per non deluderli”, una frase che riassume l’atteggiamento di chi guarda al futuro senza rinnegare il passato. La pagina è ancora bianca, ma le linee guida sono più nette: la città attende, la dirigenza valuta, e il dialogo tra le parti resta la traiettoria più plausibile per avanzare.

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