Titolo: Poggioreale sceglie la strada della tecnologia: intercettato un drone da circa 10mila euro con droga e 15 cellulari
In un’azione che mette in evidenza una nuova dimensione della sicurezza penitenziaria, il carcere di Napoli Poggioreale ha visto neutralizzato da un sistema di difesa interno un drone di grandi dimensioni, stimato intorno ai 10mila euro, che trasportava un carico pesante: un chilogrammo complessivo di droga (hashish, cocaina e marijuana), un bilancino di precisione e 15 smartphone, completi di cavi e alimentatori. L’intervento è stato comunicato dall’Uspp, il sindacato della polizia penitenziaria, come parte di una serie di controlli che mirano a bloccare l’ingresso di materiali proibiti dall’alto. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, l’intera operazione conferma la lotta quotidiana all’interno dei penitenziari contro nuove forme di elusione dei controlli.
L’episodio è emblematico, dicono gli assessori della sicurezza penitenziaria, delle difficoltà crescenti nel contrastare mezzi tecnologici impiegati per aggirare le regole interne agli istituti. L’Uspp sottolinea una dinamica in evoluzione: “tentativi sempre più sofisticati di eludere i sistemi di controllo all’interno degli istituti penitenziari” e l’impiego di velivoli capaci di caricare quantitativi significativi di materiale illecito non può essere sottovalutato, spiegano i rappresentanti sindacali. A sostegno di queste considerazioni, i dirigenti del sindacato mettono in evidenza che dietro tali episodi, secondo loro, spesso si intravede la mano della criminalità organizzata.
La descrizione del drone fornita dagli addetti ai controlli evidenzia una macchina di fabbricazione europea, dotata di caratteristiche tecnologiche avanzate capaci di facilitare il trasporto di carichi consistenti. L’obiettivo degli interventi, oltre a interrompere la consegna di droga e telefoni ai detenuti, è anche impedire che tali strumenti comportino altre conseguenze negative all’interno delle mura carcerarie. La cornice di sicurezza, come sottolineato dal sindacato, resta una corsa contro il tempo tra potenziamenti tecnologici e nuove tecniche di contrabbando.
LaConcretezza della cronaca recente sul tema diventa evidenza di una continuità operativa: il 9 settembre, un drone diretto a Poggioreale era stato intercettato con un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish; il 19 settembre, invece, tre persone erano state arrestate nell’ambito di un tentativo di introdurre droga nell’istituto attraverso un drone. In quell’occasione, un quarantenne di Boscoreale era stato fermato con il radiocomando ancora in mano; tra il materiale sequestrato spiccavano 15,41 grammi di cocaina, 5,90 grammi di crack, quattro cellulari e un velivolo già predisposto al volo con nastro isolante e filo da pesca. Si tratta, insomma, di due interventi distinti che testimoniano la costante pressione dei controlli sui flussi illeciti provenienti dall’esterno.
Di fronte a una successione di episodi, l’Uspp ha chiesto un rafforzamento degli strumenti a disposizione della polizia penitenziaria: tecnologie anti-drone avanzate, formazione mirata e, soprattutto, un incremento del personale. Secondo il sindacato, la pianta organica di Poggioreale soffre di un deficit di circa 200 unità, una situazione che, a loro dire, rende sempre più difficile tenere il passo con la sofisticazione degli interventi esterni. “Il personale compie un lavoro fondamentale, ma la complessità delle consegne illegali richiede risorse concrete e una pianificazione adeguata,” sintetizzano Moretti e Auricchio, lontani da facili allarmismi ma convinti che l’equilibrio interno dipenda anche da una cornice di mezzi adeguata.
