Napoli assegna la guida della Questura a Fausto Lamparelli, segnando un ritorno significativo nel luogo dove l’esperienza operativa è stata una cifra stabile della sua carriera. Il dirigente è stato designato questore della città; coniugato e padre di un figlio, Lamparelli arriva da Firenze, dove era stato inviato il 16 dicembre 2024, e riporta la sua esperienza di vertice al servizio della sicurezza napoletana, già testata in passato alla guida della Squadra Mobile del capoluogo partenopeo.
La biografia professionale di Lamparelli racconta una frequentazione continua con le realtà più impegnate del crimine organizzato e della criminalità comune. Nel corso degli anni ha guidato reparti chiave in diverse città italiane, tra cui Ascoli Piceno, Latina, Bari e Genova, accumulando una “pedigree” che coniuga gestione dell’ordine pubblico e attenzione alle reti criminali. Nel 2018 ha assunto l’incarico di direttore del Servizio Polizia Scientifica all’interno della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato a Roma, un passaggio che ha segnato l’ingresso di Lamparelli in ruoli di alto profilo tecnico e strategico. L’anno seguente è stato nominato direttore del Servizio Centrale Operativo, con responsabilità nazionale sul coordinamento delle articolazioni centrali e periferiche impegnate nel contrasto alla criminalità di stampo mafioso, a quella comune e ai delitti di grave allarme sociale. La sua funzione ha previsto anche collaborazioni con reparti investigativi di numerosi Stati per indagini transnazionali, offrendo una dimensione internazionale all’azione della sicurezza italiana.
Lamparelli subentra a Maurizio Agricola, dirigente generale di Pubblica Sicurezza, promosso prefetto dal Consiglio dei ministri. Agricola è stato collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e incaricato come commissario straordinario del Governo per l’area del comune di Castel Volturno. La sostituzione arriva in una fase in cui Napoli guarda a una continuità di metodo nel contrasto al crimine, affidando all’esperienza di Lamparelli una curvatura operativa che possa rafforzare le capacità investigative e di prevenzione della Questura.
Il profilo emerso è quello di un funzionario capace di intrecciare azione sul campo e responsabilità di governance. Lunga esperienza nelle articolazioni locali, ma anche una visione nazionale e internazionale: sono elementi che, secondo quanto riportato, possono tradursi in una lettura più coordinata delle dinamiche criminali e in un utilizzo più mirato delle risorse disponibili. In questa cornice, Napoli attenderebbe una lettura delle priorità che possa coniugare interventi immediati sul territorio con una strategia di medio periodo, capace di tradursi in interventi mirati contro le reti mafiose e in misure di sicurezza urbana efficaci per i cittadini.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, Agricola è stato collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e incaricato come commissario straordinario del Governo per Castel Volturno. La presenza di Lamparelli in città, dunque, non è solo una nomina tecnica, ma segna una ridefinizione delle competenze a livello locale in un periodo in cui Napoli guarda a una gestione della sicurezza con una forte componente operativa e una proiezione nazionale.
Resta da vedere come il nuovo questore integrerà la sua esperienza con le peculiarità del contesto partenopeo, tra territorio complesso e reti criminali strutturate. La sfida sarà tradurre una solida preparazione sul piano operativo e gestionale in una pellicola di prevenzione, controllo e repressione che coinvolga non solo la Questura ma l’intera macchina della sicurezza. In quest’ottica, la nomina di Lamparelli può essere letta come una scelta di continuità rinnovata: un profilo che è stato forgiato sul campo e che ora arriva a Napoli per coordinarne la risposta in una cornice di ordine pubblico e legalità, con una prospettiva di sviluppo che resta ancora da scrivere nei prossimi mesi.
