Napoli Centrale: ascensore fuori servizio da agosto, la richiesta d’intervento diventa questione di accessibilità
Un ascensore che collega il piano -1 della stazione Napoli Centrale alla galleria commerciale e ai binari della metropolitana è fuori servizio da agosto. L’assenza di quel collegamento mette a dura prova l’autonomia di chi ha disabilità e di chi si muove con difficoltà, soprattutto nel contesto di una stazione così centrale e frequentata.
Il tema è stato portato all’attenzione da un padre di un minore disabile, che ha provato a sollecitare Grandi Stazioni con sette PEC senza ottenere alcuna risposta. Per questo motivo ha chiesto l’intervento di una figura politica di rilievo per accelerare la risoluzione del disservizio e ottenere chiarezza sui tempi di ripristino. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, sette PEC inviate a Grandi Stazioni non hanno ricevuto risposta ferma, alimentando una frustrazione già patente tra i familiari e gli utenti più fragili della rete.
A intervenire in sua vece è stato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, che ha definito inaccettabile che un ascensore così essenziale resti inattivo per mesi. «È inaccettabile ignorare i disagi delle persone fragili», ha detto, sottolineando che l’ascensore in questione è uno strumento indispensabile per permettere a chi ha disabilità di muoversi in autonomia e di raggiungere i collegamenti ferroviari e metropolitani. Le sue parole hanno aperto una finestra sul tema della mobilità accessibile, spesso sottovalutata in grandi hub urbani come Napoli Centrale.
L’esponente ha insistito sull’urgenza di un intervento da parte di Grandi Stazioni, chiedendo non solo la riparazione dell’impianto ma anche una risposta chiara sui tempi e sulle modalità di risoluzione del problema. «Le infrastrutture pubbliche devono essere accessibili a tutti», ha dichiarato, rimarcando che l’accessibilità non può dipendere dai segnali ripetuti delle famiglie ma deve essere una responsabilità costante e quotidiana delle istituzioni e degli operatori del trasporto.
Dal canto suo, l amministrazione della stazione è chiamata a fornire spiegazioni precise sui motivi del guasto e sull’effettiva tempistica di ripristino. La questione non è solo tecnica: riguarda diritti fondamentali, come la possibilità di spostarsi in modo indipendente e di utilizzare le connessioni tra la metropolitana e la rete ferroviaria senza barriere architettoniche. Una perdita di tempo, in questo contesto, può tradursi in disagi reali per famiglie, lavoratori e studenti che dipendono da un sistema di trasporti funzionale.
Resta, dunque, da chiarire quando l’ascensore tornerà operativo e quale piano d’azione adotterà Grandi Stazioni per evitare che simili disservizi si ripetano in futuro. L’episodio continua a sollevare domande sulla gestione dell’accessibilità all’interno di uno degli snodi principali della città, dove la tutela delle persone più vulnerabili non può restare sul piano delle promesse ma deve tradursi in interventi concreti e tempestivi.
