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Cronaca

Napoli: blocchi e caro carburante mettono a rischio sicurezza; agenti dormono in auto, COISP chiede tregua al Governo

Napoli: blocchi e caro carburante mettono a rischio sicurezza; agenti dormono in auto, COISP chiede tregua al Governo

Napoli è al centro di una tensione che rischia di compromettere l’ordine pubblico: la protesta degli autotrasportatori, se non si chiuderà un accordo tempestivo con il Governo, potrebbe paralizzare l’apparato di sicurezza dello Stato nelle province campane e lucane. A lanciare l’allarme è il sindacato di categoria della polizia COISP, che mette sul tavolo una preoccupazione concreta legata all’immediata operatività di volanti, uffici di Questura e commissariati periferici.

Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, il segretario nazionale del COISP, Giuseppe Raimondi, richiama una necessità prioritaria: riconoscere la legittimità delle rivendicazioni degli autotrasportatori ma chiedere al contempo una tregua immediata ai blocchi per evitare di precipitarsi in una crisi che possa mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. L’imbuto principale è rappresentato dall’approvvigionamento dei mezzi di soccorso e delle pattuglie: senza carburante, avverte Raimondi, la macchina della polizia rischia di fermarsi in luoghi strategici.

Il quadro risulta particolarmente delicato per il personale in servizio a Napoli: numerosi agenti risiedono fuori città, in province come Caserta, Benevento, Avellino e Salerno, e già oggi l’afflusso verso la Questura partenopea si presenta come una prova di resistenza logistico-organizzativa. Le difficoltà non si limitano al tempo di percorrenza: i rincari del carburante, combinati ai blocchi stradali, costringono i lavoratori a partire con notevole anticipo per garantire un turno regolare. In alcuni casi, la pressione è tale da spingere alcuni colleghi a dormire in auto vicino ai loro posti di lavoro per non lasciare scoperto un turno successivo.

Questa situazione intreccia due equilibrismi: da un lato la legittima protesta per il caro-carburante e le sue ricadute sulle tasche delle famiglie degli appartenenti alle forze dell’ordine; dall’altro l’esigenza di salvaguardare la capacità operativa delle principali strutture di sicurezza pubblica. Il COISP invita quindi entrambe le categorie a confrontarsi con il Governo, auspicando un percorso di dialogo che possa portare a una sospensione immediata delle violente interruzioni del traffico, indispensabile per evitare che l’ordine pubblico si crei in modo irreparabile.

L’appello non elude la prudenza: la gravità della situazione richiede valutazioni accurate sulle responsabilità operative e sulle possibili ripercussioni, evitando qualsiasi lettura che trasformi la protesta in una colpa del poliziotto di turno o, peggio, in una dinamica di danno all’ordine pubblico senza basi oggettive. Raimondi insiste sull’urgenza di trovare una strada comune che contempli sia le ragioni degli autotrasportatori sia la necessità di mantenere in esercizio le misure di sicurezza a tutela della cittadinanza.

In una regione come la Campania, dove la densità di attività criminali rende critica la presenza capillare delle forze dell’ordine, la situazione attuale richiede una mediazione rapida e responsabile. La proposta del COISP è chiara: confronto serrato con le Istituzioni, ma soprattutto una tregua immediata ai blocchi che, senza ulteriori contingenze, potrebbe amplificare le lacune operative a danno della sicurezza quotidiana. Tanto più che la percezione di instabilità rischia di influire sull’esito delle attività di controllo e repressione in un territorio già segnato da complesse dinamiche socio-economiche.

In definitiva, la domanda resta aperta: quale terreno comune permetterà di garantire sia il diritto dei lavoratori di esprimere le proprie istanze sia la necessità di preservare l’efficacia delle forze dell’ordine sul territorio? Il COISP indica la via della negoziazione come unica via praticabile per evitare che la situazione degeneri, ribadendo che la tutela della sicurezza non può mai diventare vittima di una protesta legittima ma potenzialmente paralizzante.

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