Monti Picentini: furto di legname, indagato e agli arresti domiciliari un uomo di Giffoni Valle Piana
Nel cuore del Parco Regionale Monti Picentini, un controllo dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Giffoni Valle Piana ha scovato un abbattimento illegale di circa 70 alberi di alto fusto, prevalentemente ontani, situato in una zona classificata come riserva integrale e Zona di protezione speciale. L’esito delle verifiche indica che l’operazione ha interessato una porzione del perimetro protetto, dove tali interventi sono vietati senza autorizzazioni e nulla osta.
L’esame della scena ha consentito di stimare in circa 300 quintali la quantità di legname ricavato, frutto di un taglio eseguito senza alcuna autorizzazione da parte degli enti competenti. L’intervento delle forze dell’ordine ha avuto anche il compito di bloccare ulteriori prelievi e di avviare l’iter investigative volto a chiarire la dinamica dell’operazione e la provenienza del materiale.
Un uomo residente nella zona è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione del gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica, ed è indagato per furto in relazione all’abbattimento registrato nel giugno scorso. L’esecuzione del provvedimento cautelare rappresenta il primo sviluppo concreto di un’indagine che punta a fare luce su potenziali responsabilità collegate all’episodio di illegale prelievo di legname in un’area protetta.
L’area interessata è qualificata da vincoli rigorosi: boschivo, paesaggistico e, soprattutto, inserita tra la riserva integrale e la Zona di protezione speciale. Secondo le verifiche, l’abbattimento e l’abbandono del legname hanno provocato un deterioramento del bene paesaggistico, alterando la consistenza materiale del bosco, la continuità arborea e la fruibilità della zona interessata. Le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine hanno riferito i dettagli dell’indagine, che resta agli inizi ma già segnala una linea investigativa mirata a identificare eventuali complici e responsabilità ulteriori.
Come riportato da cronachedellacampania.it, l’episodio risale al giugno scorso, collocandosi in un contesto di controlli sempre più serrati volti a proteggere le aree naturali di valore ambientale. L’attenzione resta alta sui meccanismi di tutela di parchi e riserve, dove ogni taglio illegale non solo arreca danni ambientali, ma produce anche intricate incognite giudiziarie per chi risponde di furto di materiale legnoso.
Resta aperta la possibilità di ulteriori sviluppi: potrebbero emergere ulteriori soggetti coinvolti o nuove verifiche su eventuali destinazioni del legname tagliato. Gli investigatori proseguono gli accertamenti, convinti che il caso possa offrire indicazioni utili per migliorare la vigilanza sulle aree protette della provincia di Salerno e della Campania interna. In parallelo, il fascicolo continua a delinearsi secondo l’evoluzione delle evidenze e delle attività di polizia giudiziaria, mantenendo sempre in primo piano la presunzione di innocenza per l’indagato e la prudenza sulle conclusioni definitive.
