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Macerata, truffe al telefono: due arresti a Camerino e una denuncia a Corridonia

Macerata, truffe al telefono: due arresti a Camerino e una denuncia a Corridonia

Nel Maceratese due episodi di truffa hanno richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine: a Camerino due uomini sono stati arrestati in flagranza, mentre a Corridonia è stato denunciato un giovane. Il comune denominatore è la tecnica di inganno basata su una falsa identità e sull’urgenza di consegnare denaro o preziosi, sfruttando la fiducia delle vittime.

A Camerino, i carabinieri hanno fermato in advance una coppia di sospetti che si era finta di essere personale dell’Arma al telefono. La dynamics è partita con una videochiamata: i due hanno chiesto di visionare a distanza gioielli e contanti custoditi in casa di una pensionata di 84 anni e della figlia, di 56. La scusa era di verificare la refurtiva di una fantomatica rapina in una gioielleria di Macerata. Quando si sono fatti consegnare beni materiali, hanno avanzato la minaccia di un arresto imminente se le donne non avessero collaborato. La pensionata ha reagito, ha allertato la stazione di Camerino e, in tempi rapidi, i militari hanno bloccato i due presso l’abitazione, impedendo ulteriori sviluppi.

A Corridonia, invece, è emersa un’altra storia di raggiro. Un 21enne di origini marocchine, residente a Monte San Giusto, avrebbe approfittato della fiducia di una donna attraverso una relazione costruita ad hoc, evocando pressanti difficoltà economiche. Nel tempo si è fatto consegnare gioielli e contanti per una somma circa di 15mila euro, senza che la vittima si rendesse conto di essere trascinata in una trappola. L’individuo è stato denunciato dalle autorità competenti.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali collegamenti tra i due episodi e per identificare eventuali complici. I carabinieri hanno sottolineato l’importanza di non sottovalutare segnali di truffa, soprattutto quando chi chiama o si presenta a domicilio dice di appartenere alle forze dell’ordine, e hanno invitato a contattare immediatamente i numeri di emergenza per verifiche rapide.

Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la vicenda mette in luce una modalità ricorrente nelle truffe di questo tipo: l’uso di un’apparente urgenza per mettere in moto procedure preventive fingendo autorità, e la successiva pressione psicologica per la consegna di beni di valore. Restano quindi da accertare eventuali collegamenti tra i due casi e la presenza di eventuali complici lungo la catena del raggiro.

Le autorità ricordano a chiunque di prestare attenzione a chiamate o visite a domicilio che sembrano provenire da figure istituzionali e di chiedere sempre conferme ufficiali prima di procedere a qualsiasi consegna. L’attenzione resta alta soprattutto per le persone anziane, bersaglio preferito di simili truffe, e ai cittadini è richiesto di segnalare prontamente ogni situazione sospetta. Le indagini, al momento, continuano per offrire una fotografia più chiara dell’intera operazione.

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