Latitante napoletano arrestato in Spagna: chiude una latitanza da oltre due anni
In Alicante, una sera di metà settimana, la sorveglianza serrata della Policía Nacional ha interrotto una fuga iniziata nel 2024. Enrico Iale, 61 anni, storica figura criminale di Napoli, è stato intercettato e definitivamente fermato, ponendo fine a una latitanza che lo vedeva irreperibile dopo l’ordine di custodia che ne aveva decretato l’arresto in seguito a ripetute condanne. Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la cattura è avvenuta grazie a una rete di cooperazione internazionale e a una traccia indiretta lasciata sui social network, innescando un tracked down che ha portato i segugi della Squadra Mobile partenopea fino alla Costa Blanca.
La svolta operativa è arrivata grazie al lavoro della sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli, guidata da Mario Grassia, sotto il coordinamento della Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri. L’indagine ha visto un ruolo decisivo nella collaborazione europea: Enfast e Grupo Localización della Udyco spagnola hanno partecipato attivamente al dispositivo di ricerca, accelerato dall’indiziario digitale che ha permesso di circoscrivere la fuga in Spagna. Stando a quanto emerge, l’intera operazione ha tenuto conto della traiettoria delinquenziale di Iale, che tra il 2022 e il 2023 era stato al centro di una serie di episodi contestati al gruppo criminale di provenienza campana.
Il quadro penale in corso è chiaro, seppur formalmente ancora oggetto di verifica. Per Iale pendeva un ordine di carcerazione per pene concorrenti con un residuo di cinque anni di reclusione, riferiti a reati predatori, detenzione e porto illegale di armi, rapina aggravata, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Il dossier giudiziario ha avuto una rottura nel 2022, quando, durante una rapina, l’individuo non esitò a sparare in direzione delle forze dell’ordine intervenute per fermare il colpo; gli spari non causarono feriti ma portarono a una condanna definitiva. Dopo essere stato incarcerato nel luglio 2023, i domiciliari sono stati concessi in Abruzzo a dicembre, ma a maggio 2024 è fuggito verso la Spagna.
Iale non è un volto isolato: il suo profilo rientra in una rete di attività predatoria ben nota in Campania. In particolare, il suo nome figura tra i protagonisti di un’organizzazione smantellata nel luglio 2023 e guidata da Vincenzo Esposito, noto come “o francese”, celebre per la sua abilità di travestimenti e per la ricettazione del dipinto Salvator Mundi, trafugato da San Domenico Maggiore a Napoli. Tuttavia, secondo le indagini, Iale sarebbe stato un complice stabile nei colpi a banche e uffici postali, senza però prove che lo collegassero alla ricettazione dell’opera d’arte citata. Il gruppo, descrivono gli investigatori, aveva piani di azione paramilitari tra Napoli, Caserta e Salerno, tra cui rapine di rilievo economico commesse presso istituti di credito come la BPER di Volla e l’Intesa Sanpaolo di Napoli.
Attualmente Iale è detenuto in un penitenziario di Madrid, dove è in corso la procedura di estradizione verso l’Italia. L’esito di questa pratica è strettamente legato all’esito dei nei quali l’indagato è chiamato a rispondere alle richieste della magistratura italiana. Come riportato dall’inchiesta, non si può attribuire a Iale responsabilità per l’opera d’arte, né per la ricettazione del Salvator Mundi, dato che non emergono elementi che lo colleghino a tali eventi.
Gli sviluppi sono ancora aperti, ma la chiusura di questa fase deja vu segna una tappa significativa nel rafforzamento della collaborazione transfrontaliera contro la criminalità predatoria. Restano da chiarire i contorni precisi delle sue relazioni con Esposito e con la rete di colpi portati a segno tra Campania e dintorni, oltre a definire i tempi e le modalità dell’estradizione. Per ora, però, la priorità resta l’operazione di estradizione e l’approfondimento di eventuali contatti internazionali che possano rendere più chiara l’estensione dell’attività di Iale.
Secondo quanto riportato da cronachedellacampania.it, la cattura è stata resa possibile dall’analisi di una traccia social che ha permesso di individuare la latitanza sul territorio spagnolo, fornendo agli investigatori italiani e spagnoli la chiave di accesso a un’operazione concertata tra le forze dell’ordine europee. Con l’arresto, si chiude un capitolo di una figura che per anni aveva agito all’ombra di una reputazione di imprenditore dissimulato, ma che ora si confronta con la giustizia in un contesto internazionale sempre più interconnesso.
