Casandrino, stalking in escalazione: arrestato lo stalker che tagliò la corrente e si arrampicò sul balcone della ex
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, lunedì 13 ottobre si è consumato un episodio di persecuzione che, dall’esterno, appare già inquietante per la sua progressiva violenza. Nel tardo pomeriggio, dopo una serie di telefonate insistenti, una donna di 49 anni ha deciso di rispondere alle provocazioni dell’ex compagno: l’incontro è avvenuto in un bar di Grumo Nevano, dove la coppia era accompagnata da un’amica. La ricostruzione indica che la situazione, inizialmente presentata come un tentativo di chiarimento, è rapidamente degenerata.
Tra insulti urlati e minacce esplicite, l’uomo ha afferrato la borsa della ex e ha tentato di sottrarle il cellulare. Non riuscendoci, l’ha strattonata per i capelli e le ha spinto la testa verso il basso, costringendola a mollare la presa. La vittima è riuscita a recuperare il telefono e a guadagnare l’uscita dal locale, mentre l’ex ha seguito la fuga della donna in scooter, cercando di ostacolarla lungo la strada per poi allontanarsi. Un diniego chiaro di riconciliazione, ma con segnali sempre più minacciosi.
La notte riserva un altro, inquietante capitolo. Poco prima delle 21:40 la donna è rientrata nella sua casa di Casandrino e ha scoperto che l’impianto elettrico era saltato. Affacciandosi allo spioncino, ha visto l’uomo all’esterno della porta. In preda al panico, ha chiamato la caserma dei Carabinieri di Grumo Nevano. L’intervento è stato immediato: la Centrale Operativa della Compagnia di Caivano ha inviato una gazzella della Radiomobile.
In dieci minuti i militari sono giunti sul posto e hanno trovato l’uomo arrampicato su un’impalcatura posta sul retro dello stabile, utilizzata per lavori di restauro, sul balcone della cucina, proprio accanto alla grata della finestra. Le urla della donna hanno spinto i Carabinieri a intervenire prontamente: l’arrestato è stato accompagnato in caserma. È emerso, durante le verifiche, che la corrente era stata verosimilmente manomessa dall’uomo: per ripristinare l’energia è intervenuto il personale tecnico, intervenuto sul contatore al piano inferiore.
Il quadro investigativo, finora emerso, restituisce l’immagine di una persecuzione protratta nel tempo. La vittima aveva già presentato denunce nei mesi di luglio e agosto: la vicenda era stata affidata a un procedimento con Codice Rosso, senza che le misure di protezione adottate fino a quel momento riuscissero a fermare gli pseudoclerici tentativi di contatto e di intimazione. Le immagini di videosorveglianza del bar hanno confermato, secondo gli accertamenti, la violenza usata per sottrarre il telefono, e una fotografia ha evidenziato un livido sul braccio della donna. L’arrestato, ora detenuto, dovrà rispondere di atti persecutori.
Le forze dell’ordine hanno precisato che la dinamica è ancora oggetto di verifiche, ma gli elementi finora raccolti delineano una escalation concreta della minaccia iniziale: dal bar all’abitazione, con un’azione che ha costretto la vittima a chiedere aiuto in modo tempestivo. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori contatti, eventuali altre violenze pregresse e per stabilire eventuali responsabilità ulteriori all’interno della vicenda.
Nel frattempo, la vittima appare assistita dalle autorità competenti e la risposta delle forze dell’ordine è stata immediata e mirata a contenere una minaccia che, come emerso, non si era ancora placata nonostante le denunce presentate in passato. Resta da capire quali iniziative future verranno attuate per garantire la sicurezza della donna e se vi siano aspetti procedurali da percorrere nell’ambito del procedimento in corso per atti persecutori.
