Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida si preparano a salire domani, 8 ottobre 2026, in successione su Roma per una manifestazione pacifica che mette al centro il bradisismo e le risposte necessarie alle comunità locali. L’iniziativa, promossa dai comitati cittadini, vede i quattro sindaci pronti a rappresentare le istanze dei loro territori dinanzi al Governo. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it.
La giornata di mobilitazione arriva mentre si intrecciano promesse e segnali concreti da parte delle istituzioni centrali. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha indicato che il nuovo decreto sui Campi Flegrei dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri nella settimana in corso, con ogni probabilità martedì 13 ottobre 2026. In Prefettura sono arrivate rassicurazioni che sembrano rafforzare l’asse tra territori e Governo: a riferirle sarebbero stati il presidente della Regione, Roberto Fico, il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il prefetto, Michele Di Bari.
“Il bradisismo non è una questione politica,” hanno ribadito i sindaci, spiegando che l’impegno comune è rivolto esclusivamente a dare risposte ai cittadini in difficoltà. Da tempo, hanno aggiunto, la loro azione è stata guidata dall’esigenza di accompagnare le comunità in questa fase critica, senza cadere in polemiche di parte. Domani, hanno insistito, intendono accompagnare i loro concittadini con una presenza forte ma pacifica, per rendere evidente la necessità di strumenti più efficaci.
Le richieste rivolte al Governo sono chiare e misurate: “che il decreto sia davvero efficace, che dia risposte agli sfollati, alle famiglie, alle attività economiche,” e che avvii immediatamente un percorso di messa in sicurezza degli edifici pubblici e privatI, nonché l’attivazione di opere strutturali e infrastrutturali ritenute essenziali. È prevista anche una parte centrale del dossier politico con l’obiettivo di snellire gli eventuali colli di bottiglia burocratici che hanno rallentato interventi e lavori finora.
Tra le priorità emerse c’è poi la questione del personale comunale: “Abbiamo bisogno di più personale,” hanno sottolineato i sindaci, evidenziando che la stabilizzazione dei dipendenti assunti negli ultimi tre anni è una parte imprescindibile della capacità amministrativa di fronte a una situazione di rischio permanente. Il tono è di apertura al dialogo: “su queste basi siamo pronti a proseguire ogni forma di confronto istituzionale, a tutti i livelli, dal Governo alla Regione, coinvolgendo territori e cittadini per una soluzione condivisa,” hanno aggiunto.
I Campi Flegrei, insistono a Roma, rappresentano una realtà fragile non unica nel panorama nazionale. Per questo, chiedono che il decreto in discussione non sia solo una soluzione locale, ma un modello che possa essere esteso ad altre realtà italiane esposte al bradisismo o a fenomeni simili di rischio. “La convivenza con i fenomeni naturali e la gestione dei rischi nelle aree fragili non è una questione locale, bensì una sfida che riguarda l’intero Paese,” hanno concluso i sindaci, sottolineando che la posta in gioco è alta ma la responsabilità è comune.
La manifestazione di domani coinvolge cittadini, comitati, associazioni e sigle sindacali, con ritrovi nelle quattro realtà di partenza. L’obiettivo è portare la voce delle comunità davanti ai palazzi del Governo e ottenere una delegazione ricevuta dall’esecutivo. L’iniziativa, oltre a chiedere gli emendamenti auspicati dal ministro Musumeci, si propone di aprire una cornice di dialogo che possa portare a interventi concreti e misurabili nel breve e medio termine, rendendo la gestione del bradisismo attributo non solo a un territorio, ma a un impegno nazionale condiviso.
