La protesta degli autotrasportatori resta cruamente viva in Campania, nonostante lo sblocco di risorse statali annunciato dal Governo. I presidi ai caselli autostradali e nei principali snodi logistici continuano a ingorgare la viabilità e a mettere a rischio la disponibilità di merci, con ripercussioni già evidenti sugli scaffali di supermercati e sulle forniture.
Alla guida del tavolo milanese tra rappresentanti del settore e il Governo, i ministri Matteo Salvini e Edoardo Rixi hanno aperto una finestra sul fronte economico. Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, Rixi ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro destinati al credito d’imposta sul gasolio, portando la dotazione complessiva oltre i 430 milioni inizialmente previsti. Inoltre, è stato comunicato che a settembre e ottobre arriveranno ulteriori 60 milioni. «Da oggi iniziamo a erogare i contributi», ha detto il viceministro, aggiungendo che la soddisfazione resta parziale finché gli impegni non si traducono in misure operative reali e verificabili. L’incontro ha coinvolto le principali associazioni di categoria: Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop Produzione e Servizi e Sna-Casartigiani, che hanno portato al centro della discussione richieste e difficoltà pratiche sul territorio.
Nel frattempo, in Campania la situazione sul campo resta tesa. I blocchi dei mezzi pesanti rimangono operativi sui principali corridoi di traffico: l’A30 Caserta-Salerno e l’A1 Milano-Napoli, nonché nei nodi logistici come gli Interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise e nelle piattaforme delle grandi aziende della distribuzione nell’area casertana tra Teverola e Carinaro. La conseguenza immediata è una progressiva riduzione delle scorte: ortofrutta proveniente dal Mezzogiorno e prodotti freschi come latte, yogurt e uova cominciano a mancare sugli scaffali, con ripercussioni sul servizio al dettaglio e sui consumatori.
La situazione rischia di aggravarsi anche sul versante marittimo. Nel Golfo di Napoli, infatti, è emersa la possibilità di uno stop dei collegamenti di Caremar verso le isole di Ischia e Procida. La compagnia ha chiesto a Prefettura di Napoli e Regione Campania un piano emergenziale per garantire i rifornimenti e scongiurare l’interruzione dei servizi di trasporto marittimo a partire da giovedì mattina. Le scorte di carburante per i traghetti, secondo indicazioni diffuse, rischiano di esaurirsi nell’arco di poche ore.
A Procida la benzina è quasi terminata e gli scaffali dei supermercati presentano già segnali di svuotamento. Sulla terraferma, disagi diffusi fin dalle prime ore del giorno: rallentamenti all’uscita dalle autostrade e ai caselli tra Nola, Palma Campania, Sarno e Castel San Giorgio. Stop anche per il mercato ortofrutticolo di Pagani nel Salernitano, con ripercussioni sull’economia locale e sui servizi di raccolta rifiuti in alcune zone della provincia.
In Sicilia i camionisti hanno annunciato una sospensione della protesta, ma restano in stato di agitazione in attesa che gli impegni assunti diventino misure operative concrete. Tra le richieste ancora da definire figurano in particolare l’estensione di quattro mesi del credito d’imposta sul gasolio e contributi per contenere i costi dei traghetti sullo Stretto di Messina.
Nel frattempo, a Milano nella Prefettura è andato in scena il primo confronto tra rappresentanze di categoria e le istituzioni. L’obiettivo, spiegano gli operatori, è trasformare l’impegno economico in strumenti immediatamente spendibili sul territorio, in modo da dare un respiro alle aziende ma anche una prospettiva concreta ai pendolari e ai consumatori che in Campania e nel Mezzogiorno sentono pesantemente gli effetti della protesta.
Resta dunque l’attesa per il prossimo incontro, fissato per il 27 ottobre, quando si dovrebbero definire tempi e modalità di attuazione delle misure annunciate. Le Autorità hanno ribadito la necessità di bilanciare la tutela della stabilità della rete logistica nazionale con la salvaguardia delle imprese e dei posti di lavoro: un equilibrio delicato che, per ora, resta al centro del dibattito tra Roma e le regioni interessate.
Secondo quanto riportato da www.cronachedellacampania.it, la situazione resta incerta e in evoluzione, con i prossimi giorni decisive per verificare se le promesse di intervento economico si tradurranno in una reale agevolazione, capace di togliere pressione ai camionisti e di riportare a regime una filiera che rischia, giorno per giorno, di andare in sofferenza.
